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Salute – Pensate in termini di giorni non di anni, ecco come non rimandare tutto

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Per ritrovare la forma fisica, programmare le visite di controllo o realizzare un importante progetto sono necessari giorni, settimane e, a volte, mesi di lavoro. Per questo motivo, le imprese di lungo periodo sono così difficili da compiere. La tendenza a procrastinare è in agguato. Un trucco per facilitare le cose e impegnarsi in tempo per raggiungere l’obiettivo, secondo un gruppo di ricercatori americani, è quello di ragionare in termini di giorni e non di mesi. Usare delle unità di misura del tempo più brevi «facilita la percezione dell’imminenza anche in caso di eventi di là da venire» ha spiegato la professoressa Daphna Oyserman, co-direttrice del Dornsife Mind and Society Center della University of Southern California di Los Angeles. Cambiare la metrica del tempo, modificandone così la percezione, motiva le persone ad agire in fretta, «facendo sentire il futuro più vicino».

CAMBIARE L’UNITÀ DI MISURA DEL TEMPO PER “AVVICINARE” IL FUTURO

A dirlo sono i risultati di una serie di esperimenti condotti su diversi gruppi di uomini e donne maggiorenni di età inferiore ai 73 anni e pubblicati sulla rivista Psychological Science. Dopo aver istruito 162 partecipanti a ragionare in termini di giorni, mesi o anni, i ricercatori hanno chiesto loro di immaginarsi nell’atto di prepararsi per un evento importante, come un matrimonio o una presentazione di lavoro. Alla domanda su quando l’evento sarebbe accaduto, chi misurava il tempo in giorni ha stimato l’evento con 29,6 giorni di anticipo sulla reale data rispetto a chi ragionava in termini di mesi o di anni.

ACCADRÀ TRA 18 ANNI OPPURE TRA 6570 GIORNI: COS’È PIÙ IMMINENTE?

Per capire se questa diversa percezione avesse delle ricadute sul comportamento, i ricercatori hanno quindi domandato ad oltre un migliaio di partecipanti di pianificare i risparmi per l’università o la pensione. Ai soggetti veniva spiegato che i corsi sarebbero iniziati dopo 18 anni o dopo 6.570 giorni e che la pensione sarebbe iniziata dopo 40 anni oppure dopo 14.600 giorni. In entrambi i casi, ad iniziare a risparmiare prima degli altri – agendo per tempo – erano coloro che avevano a disposizione le informazioni in giorni. «Ragionare in giorni li faceva sentire più connessi con il futuro» spiegano i ricercatori, secondo i quali il trucco si basa sul fatto che, data la difficoltà ad immaginare i grandi numeri, le persone si concentravano sulla parola “giorni” piuttosto che sulla loro quantità.

FUNZIONA ANCHE PER QUESTIONI LONTANE DA VENIRE

«Gli effetti di tale strategia sono piuttosto notevoli», ha commentato la responsabile dello studio Oyserman. «Questo è un nuovo modo di pensare a come raggiungere i nostri obiettivi, che non riguarda né la forza di volontà né la personalità o l’interesse di ciascuno». Usare su di sé questo piccolo trucco mentale, «permette di iniziare ad agire ora, che è generalmente il principale problema di chiunque» sia alle prese con impegni futuri. Dopotutto, viviamo nel presente e il presente è quello che conta. E, proprio perché fa leva sulla nostra psicologia, osservano gli autori, è uno stratagemma valido per molte altre questioni così distanti da non sembrare reali, come il cambiamento climatico.