HOMEPAGE CRONACA Montecassino e altri 2 monasteri del Lazio hanno chiesto il riconoscimento Unesco

Montecassino e altri 2 monasteri del Lazio hanno chiesto il riconoscimento Unesco

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Il Comune di Cassino ha votato a favore della richiesta di iscrizione dell’Abbazia di Montecassino come Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Infatti, durante uno degli ultimi consigli comunali si è votato all’unanimità per aderire al programma di candidatura insieme ad altri otto Comuni italiani che vedono nel loro patrimonio culturale proprio un monastero benedettino.

Già lo scorso febbraio, poi, il consigliere comunale Luca Fardelli aveva inviato una lettera al sindaco Salera in cui auspicava tale candidatura. “In previsione dei 1.500 anni dalla fondazione del Monastero di San Benedetto nel 2029, ricorrenza che rappresenta un simbolo di distruzione e rinascita dopo i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale è fondamentale avviare un processo di valutazione per la candidatura del sito, un faro culturale del mondo intero, come Patrimonio Unesco. Il processo di candidatura prevede la presentazione di un dossier al Centro Patrimonio Mondiale, seguito da una serie di fasi di valutazione che culminano nella decisione del Comitato. L’intero processo richiede tempo e risorse e, per questo motivo, ritengo sia importante iniziare a lavorare sin da ora per non arrivare impreparati al 2029”, recita un estratto della lettera.

Dopo l’approvazione dell’iter da parte del consiglio comunale – come riporta la testata leggocassino.it – il sindaco Enzo Salera ha dichiarato: “poniamo così riparo ad una grave lacuna nella cultura mondiale. Perché è una grave mancanza che non è già incluso nel Patrimonio Unesco un sito come Montecassino dove venne scritta la regola benedettina e, cioè, il più eccezionale esempio di monachesimo citato persino da Dante nella Divina Commedia e dove salvammo la cultura dell’Occidente”.

Insieme a Montecassino gli altri due Comuni del Lazio che hanno richiesto candidatura per i monasteri benedettini sono Subiaco (RM) e Fara in Sabina con il monastero di Santa Maria di Farfa (RI). Gli altri siti italiani, invece, sono San Vincenzo al Volturno (Isernia), San Pietro al Monte a Civate (Lecco), San Michele della Chiusa (Sant’Ambrogio di Torino), Sant’Angelo in Formis (Capua) e San Vittore alle Chiuse di Genga (Ancona).

“Una volta completate le adesioni, tutto verrà inviato all’Ufficio Unesco di Roma affinché esprima il suo parere di conformità delle candidature ed autorizzi lo step successivo che consiste nella nomination ufficiale da inviare alla sede di Parigi”, fa sapere l’Ansa.

Elisa Rossi