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La notte brava dei verderosa.
Quando i calciatori dell’Alatri furono denunciati per schiamazzi notturni

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Nuovo appuntamento con le storie di Alatri raccontate da Bruno Gatta.

“Signor Pretore – chiedo alla S. V. Per gli imputati: Artico, Boldrini, Cestari, Di Rocco, Fiorenza, Mangili, Stirpe, Piccirilli e Santamaria la condanna per i seguenti reati: minacce, lesioni personali, ingiuria, ubriachezza e schiamazzi notturni – immaginiamo che il tenore della requisitoria dell’ avvocato Franco Gatta difensore del signor Bernardino Sarandrea fu pressappoco questa”.
La richiesta era rivolta al Pretore di Alatri dottor Francesco Ferro nel 1970.
Ma perché queste nove persone comparvero davanti al giudice nella Pretura di Alatri in piazza Regina Margherita?
Tranne il mister Fiorenza, tutti gli altri erano ragazzi sui 21 anni pertanto non tutti maggiorenni.
I nove imputati erano tutti componenti della squadra Beretti e della Serie D.

Un giovane Piccirilli


A raccontarci cosa avvenne quella sera del 1970 in quel di Collepardo é uno dei protagonisti Antonio Piccirilli (nella sua carriera calcistica alatrense disputerà 5 campionati in verderosa con 48 presenze in serie D ed altre con la Beretti e la De Martino).
“Militavamo con la Beretti – racconta Antonio Piccirilli – e ogni tanto per cercare maggior affiatamento tra noi ragazzi uscivamo per mangiare una pizza. Quella sera del fatto che ci portò nel ‘recinto’ della Pretura come imputati – andammo a Collepardo dove risiedeva un nostro super tifoso Peppuccio Sarandrea ( storico esponente del Msi di Collepardo), rappresentante di liquori. Dopo la pizza Peppuccio che ricordo come persona amabile e generosa e che ricordo con affetto, ci invitò a casa sua per il ‘bicchiere della staffa’. Fatto sta che uscimmo dalla casa di Peppuccio un po’ brilli. Fu una goliardata – continua il ricordo di Antonio Piccirilli – pensammo di suonare i campanelli delle abitazioni del centro di Collepardo. Fino a quando ci imbattemmo dalle parti della casa di Bernardino Sarandrea titolare della fabbrica di liquori. Ci fu un momento di confusione con la figlia che ci rovescio’ due secchi d’ acqua addosso. Decidemmo così di tornare ad Alatri. Nei pressi del Porpuro notammo una camionetta dei Carabinieri è così pensammo di passare per Carano per evitare i controlli”. Ma là frittata era fatta, sicuramente fu Bernardino Sarandrea a chiamare i carabinieri e di fatto il giorno dopo a denunciare quello che avvenne a Collepardo.
Qualche mese dopo davanti al Pretore Francesco Ferro comparirono sia I calciatori dell’ Alatri sia il Sarandrea
Questo aveva denunciato gli alatrensi per minacce, lesioni, ingiuria, ubriachezza e schiamazzi notturni. Di rimando la comitiva denuncio’ il Sarandrea per lesioni, minacce ed ingiurie. Tutti i testi erano insieme nel recinto degli imputati. É evidente che nella serata brava fosse volato almeno qualche schiaffo’.
Il Sarandrea espose I fatti, e così fecero i nove corroborati dalle testimonianze di Gigino Cicerchia e Stefano D’ Alatri (fratello di Gianni, il mitico Pennellone, portiere verderosa della Quarta Serie).
L’avvocato Pierluigi Ceci, difensore dei calciatori (il legale fu anche dirigente del club) a quanto pare riuscì a smontare quasi tutte le accuse tranne i reati di ubriachezza e schiamazzi notturni poiché perseguibili d’ ufficio. Come riporarono le cronache dei giornali. Gli imputati più giovani se la cavarono con il pagamento delle spese processuali. Tutto bene quel che finisce bene, insomma.
Il Pretore Dottor Francesco Ferro fu indulgente nei confronti di quei ragazzi.

Bruno Gatta