HOMEPAGE APPUNTAMENTI Veroli, Sabato 9 ottobre il Cardinale Matteo Zuppi riceverà la cittadinanza onoraria 

Veroli, Sabato 9 ottobre il Cardinale Matteo Zuppi riceverà la cittadinanza onoraria 

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Storie di Veroli e cardinali. Se si torna indietro nei secoli, non sono pochi i cittadini verolani o solo di sangue verolano che hanno intrapreso brillanti carriere ecclesiastiche. Il patrimonio religioso ernico non si esaurisce con le austere e monumentali chiese ed abbazie, con gli antichi e coinvolgenti riti sacri, trascinati fedelmente fino ad oggi. Ma va ben oltre il materiale.

La fede di questo popolo scorre nelle vene e si tramanda da generazione in generazione. Unico italiano dei tredici scelti da Papa Bergoglio e nominato nel corso del Concistoro del 5 ottobre 2019 per portare la berretta porpora, arcivescovo metropolita di Bologna e storico alfiere di fede militante della comunità di Sant’Egidio, il Cardinale Matteo Zuppi è di chiare origini verolane. Sua nonna ed una sua trisavola del ramo paterno infatti, Maddalena Stirpe, era non solo di Veroli, ma in più era cugina della più nota Balia di Mafalda di Savoia, Vincenzina Stirpe.

Sabato 9 ottobre con rito civile alle ore 17.00, nella sala consiliare del comune di Veroli, verrà conferita al Cardinale Matteo Zuppi, ‘Vescovo dei poveri’,  la cittadinanza onoraria di Veroli. Un’onorificenza che sarà elargita non solo in considerazione delle sue origini, ma soprattutto in segno di alto rispetto verso il suo ministero che segue una linea fortemente innestata nelle grandi tematiche sociali dell’Italia e del mondo, una linea identitaria che affronta le problematiche degli ultimi.

Veroli, per le sue importanti vicende, è preparata fin nelle ossa a percepire ed accogliere i momenti in cui il flusso della storia ne lambisce i confini  o ne attraversa il territorio. Da cittadino di Veroli, il Cardinale Zuppi presiederà poi con i prelati ernici, il  vescovo Ambrogio Spreafico e l’abbate di Casamari padre Loreto Camilli, alle ore 18.00, una celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Maria Salome, per sancire dinanzi a Dio ed ai fedeli quel legame di ‘terra’, di radici e d’amore che era già vivo e vibrante nel cuore del popolo verolano. Legame che germoglierà nel calore di palmi giunti di un popolo fiero, tra odi e canti di gloria che, come primo vento di vita, aleggeranno con la tempra dei grandi eventi e la grazia del Coro verolano “Gaudete in Domino”,  tra le mura superbe  della Basilica.

La città ernica si fregia così di un diamante di umana altissima rilevanza. Grande, come grande è il suo amore per gli ultimi. Non un amore falso e pietoso, ma un amore mosso dal rispetto e da una “misericordia rivoluzionaria”. 

Monia Lauroni