Non nasce per essere guardato.
Nasce per essere attraversato con lo sguardo, come un villaggio fermo nel tempo ed in continuo movimento.
Prima ancora di essere devozione, è una mappa simbolica, una notte ricostruita, un nuovo giorno che nasce nel momento in cui il buio smette di essere vuoto, un mondo ridotto all’essenziale.
La magia spirituale del Presepe Artistico Verolano è il frutto dell’impegno del del nuovo comitato organizzatore, che con l’aiuto dell’Associazione ‘Gli Amici dell’Albero Grande’, e del prezioso supporto dei numerosi sponsor e del Centro Diurno Veroli, ha proseguito una delle più belle tradizioni natalizie verolane dando sostanza a nuove idee e nuovi allestimenti.
Si resta immobili ad ascoltarne gli odori e i rumori che variano a seconda dell’ora. Anche le luci cambiano i loro bagliori, creando un paesaggio in movimento e pieno di particolari.
E’ il punto in cui il tempo antico e quello nuovo si toccano. Nuova la Natività, artigianale dipinta a mano. Il Bambino, piccolo, quasi nascosto posto nel punto più quieto. I pastori, riportano ad altre epoche, fatti di gesso marchio Fontanini, fine ‘800 inizi ‘900. Capolavori in miniatura che conoscevano i silenzi e sapevano riconoscere i segni. I primi a vedere.
Sparsi tra le case in rovina ed un paesaggio mozzafiato, tra acqua che sopravvive e montagne innevate, scorci di Veroli in perfetta sintonia con i muschi e le rocce, le grotte e i castelli che appartengono alla poesia delle rovine.
Si fa notte e si fa giorno, le case al loro interno prendono vita. I panni stesi, le ciotole sui tavoli, l’attesa che si perde nella Speranza.
Una storia di uomini, di cammini, di tempo che scorre. Sacro e terreno, umano e divino, liturgico e magico, popolare e altisonante, sospeso e in movimento.
In silenzio. Tutta la pienezza di questo capolavoro, la sua anima che cambia come cambiano le ore.
Sottovoce. Ciò che cambia il mondo non entra mai facendo rumore.
Monia Lauroni










