Nel Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand la figura del cuoco è accostata a quella del poeta.
C’è una stretta somiglianza tra la cura della scelta delle parole da accostare per trasmettere un’esperienza, un sentimento, un’emozione e l’attenzione con cui si selezionano gli ingredienti per preparare un piatto.
Bieta, fagioli, baccalà e pane. Con questi quattro ingredienti, la nostra chef Laura Quattrociocchi ha conquistato la giuria del Premio per il Miglior Piatto della Longevità 2026 al Nutrition & Longevity Festival di Cervia.
Il bianco del pesce ‘povero’ ha incontrato il bruno dei legumi e il verde scuro della verzura.
Il profumo dell’olio buono a crudo si è alzato con il vapore, mentre il cucchiaio affondava in una consistenza che ancora sa di pazienza, di inverni passati accanto al fuoco e di gesti antichi mai dimenticati.
E poi il pane, quel pane “di casa” che Laura celebra come una volta. Quando nella penombra tiepida dell’alba la farina cadeva come neve silenziosa e
mani antiche la raccoglievano, impastavano.
Memorie, modernità e respiro. Profumo e quel tipo di cucina che dalla Ciociaria conquista il resto d’Italia.
Laura è così, lo è sempre stata. ‘Accudisce’ ogni sua creazione culinaria come fosse un cuore che impara a battere per la prima volta. Con l’amore, con le mani, con il tempo.
Longevità, gusto, benessere e semplicità. “Pane e Cicoria”, il suo locale nato al centro storico di Veroli, ne è la traduzione in fatti ogni giorno. Dalla scelta sofisticata, elegante, tradizionale e pop al tempo stesso della tavola ammannita con la stessa cura con cui dà alla luce un piatto a quella che all’apparenza è solo semplicità. Elegante, tradizionale, ‘nuovo’, buonissimo, semplice. E la semplicità di Laura tutto è men che semplice.
La cucina di Laura rappresenta l’anima culinaria di un popolo, racchiude secoli di storia, cultura e sapori autentici.
Tesori gastronomici che sono molto più di semplici ricette: sono veri e propri simboli di identità, fotografie familiari e comunitarie che si tramandano di mano in mano.
Sono corde emotive profonde che creano connessioni tra passato e presente.
Laura non è solo memoria. E’ tempo che scorre ma non passa, è il presente che torna a mani pieni dal passato. Con i suoi sapori, i suoi profumi, la sua aria di casa che da sola fa poesia.
Il premio di Laura Quattrociocchi è il premio di una terra intera. Quella di Veroli, quella della Ciociara. Quelle delle balie, delle nonne, del coccio sul camino. E’ tempo e cura.
Guarigione e rito.
Monia Lauroni










