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Veroli, gli attimi di luce di “Veroli in mostra” di Lesya Baranska

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Sono attimi rubati. Quei microsecondi in cui la luce si posa sorniona sulle pietre invecchiate e ne mitiga i lineamenti.

Sono solo momenti in cui l’attimo presente sembra meno severo e la mente ne coglie le più intime sfumature. Tra pietra e pietra, tra le agemine del tempo, tra legni che affacciano sui cortili in fiore. 
La pittura dell’artista Lesya Baranska corre in quella luce, la immobilizza, la impone come oggetto-soggetto della Veroli così come Lesya la vede.
Nella personale della Baranska “ Veroli in mostra” esiste un processo di astrazione terreno, edificabile, che l’artista ricava  attraverso una frequentazione assidua dei luoghi, percepibile lungo quel tracciato concettuale che solo la luce è in grado di espletare scavalcando la dimensione naturalistica. La luce, come filtro, si inserisce nella descrizione del paesaggio optando attraverso variabili cromatiche,  diversamente distribuite tra i dati incontrati dallo sguardo.

Luoghi deserti abitati solo da bellezza e colori sovrapposti, luoghi solitari ma vivi, dipinti con i linguaggi della contemporaneità, conservando i valori di una pittura che fa suo l’enigma della visione. I suoi scorci  sono luoghi nati dallo sguardo e non hanno relazioni con verità referenziali, se non per quei codici perenni che rendono ogni cosa un mistero sublime. 

Scorci di Veroli ad un passo dal tramonto, scorci di visioni aurorali, filtrate dai sentimenti dell’alba, quando il sonno cede all’insorgere di un nuovo giorno.
Lesya Baranska vive così la sua pittura, ogni momento, lo interiorizza e lo decompone fino a liberarlo in ogni granello di luce e di colore. 
E’ forte la tensione emotiva interna di ogni opera della Baranska che rispecchia una Veroli fermata in una luce che è insieme quella dell’alba e della sera.

La trasformazione, le stagioni, la verità impossibile, l’anima di un luogo che si fa chiara, e finalmente riflette. Sempre però lontana dalla compiutezza.
In questo la Baranska si è dimostrata Maestra.

La mostra è visitabile a Veroli. Cercatela, seguite le sue migrazioni di colore madre, ne rimarrete affascinati.

Monia Lauroni