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Veroli, 100 scatti di Giorgio di Fabio raccontano il Venerdì Santo di Veroli

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Un percorso diverso da quello dei piedi che da centinaia di anni strusciano penitenti i vicoli del paese. La stessa forte suggestione.
Definirla una mostra fotografica sarebbe riduttivo, meglio uno sguardo sui rosari nascosti nel petto, sugli aspetti più intimi dell’emotività e della percezione collettiva, sugli sguardi nello sguardo di Lei, sui dolori antichi che affondano ogni speranza.
Una storia di fede, di cammini a piedi scalzi, del poco e del niente, dell’anima posata in quelle mani come brina di settembre, senza peso.

Cento scatti a restituire un racconto autentico e schietto, fatto di cura e sentimenti, attesa e devozione. Non è solo una questione di fede e religione: è soprattutto un legame d’amore per una tradizione che continua a vivere palpitante alba dopo alba.
È storia di mani rugose di genitori e nonni che conducevano il percorso con dolcezza, il passaggio di esperienze da chi c’è stato a chi verrà.

Sono questi i fili che tessono la trama delle singole storie, quelle che si intrecciano come un prezioso ricamo di memoria di una Veroli da tutelare e custodire in tutte le sue peculiarità.
Ritratti di uomini e donne, racconti ‘di strada’ del Venerdì Santo, la devozione religiosa, il misticismo, la terrenità.

Nelle fotografie di Giorgio Di Fabio, memoria storica e viscerale di Veroli, trovano spazio la dimensione collettiva del rito e quella più intima del dolore. Nonostante il dolore sia un’esperienza strettamente personale, il passo dei confratelli marcia da anni all’unisono, quasi a condividere la sofferenza in maniera comunitaria. Sotto la ‘divisa’ nera però, ogni individuo rimane da solo con i propri pensieri e con le proprie emozioni.
I ritratti di donne che accompagnano la Madre Addolorata con compassione e fermezza, trasmettono l’inammissibile sofferenza per la perdita più grande.

Legami intangibili quelli tra Veroli e la Mater Dolorosa, occhi che cercano conforto descritti fotograficamente in un’atmosfera di silenzio interrotto solo dai canti.
Apre la mostra un volto straziato e straziante di straordinario incanto.
Femminea sensibilità umana, apice di una bellezza che vince ogni dolore.

“Mater Dolorosa 100 immagini di un percorso di fede” di Giorgio di Fabio sarà visitabile presso la Galleria La Catena fino a venerdì 3 aprile.

Monia Lauroni