HOMEPAGE APPUNTAMENTI Un successo il convegno su Monsignor Tagliaferri alla Certosa di Trisulti

Un successo il convegno su Monsignor Tagliaferri alla Certosa di Trisulti

349
CONDIVIDI

di Bruno Gatta

Trisulti – Collepardo – La giornata dedicata alla memoria del nunzio apostolico di monsignor Mario Tagliaferri avvenuta sabato scorso ha avuto il successo che si sperava. Soprattutto per l’autorevole partecipazione degli invitati. Dai saluti del sindaco di Collepardo Mauro Bussiglieri che pur non avendo conosciuto il nunzio ha avuto parole di apprezzamento per il suo lavoro svolto in quasi tutti gli angoli della terra. Gli onori di casa sono stati riservati a don Alberto Coratti che, invece ricordava bene monsignor Tagliaferri e addirittura la presenza del segretario di stato cardinale Villot che nominò vescovo il nunzio. Don Antonio Castagnacci presidente dell’Associazione di promozione sociale monsignor Mario Tagliaferri ha ricordato di versi aneddoti del fine diplomatico nativo di Tecchiena di Alatri. Del suo impegno svolto non soltanto quando era presenti nelle sedi di Francia, Perù, Cuba, Spagna, ma anche del suo impegno di studio quando tornava a Roma e nella sua Tecchiena. “Monsignor Tagliaferri dai tecchienesi – ha ricordato don Antonio – voleva umilmente fari chiamare don Mario e non monsignore”. Infine l’intervento dell’Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede R.J. Mujica Cantelar che ha ringraziato per l’invito, ha ricordato il lavoro di monsignor Tagliaferri e invitato l’associazione e la gente a ricordare la sua figura.

Al diplomatico abbiamo rivolto alcune domande trattanti ovviamente il lavoro svolto dal nunzio apostolico monsignor Tagliaferri che proprio a Cuba ha svolto il suo mandato tra il 1974 e il 1979.

Sua Eccellenza presenzierà alla commemorazione di Monsignor Mario Tagliaferri. Che idea si è fatta della sua figura e sopratutto negli anni del lavoro svolto come nunzio a Cuba é stata una figura importante? Il suo lavoro è stato gradito al popolo e alla nomenclatura di Cuba?

“Senza pretendere di essere un conoscitore della vita e dell’opera di Monsignor Mario Tagliaferri, ho la visione di un religioso  e di un Nunzio Apostolico che con dedizione e fedeltà ha prestato lungo servizio alla Santa Sede e alla Chiesa Cattolica. Il suo lavoro come nunzio apostolico a Cuba ( circa 1974 -1979 ) si è svolto in un periodo complesso e in uno scenario globale in continuo cambiamento, nel contesto della Guerra Fredda, così come  all’interno di Cuba, coincise con il processo di istituzionalizzazione dello Stato cubano post-rivoluzionario e dell’adozione della Costituzione del 1976 come parte di questo processo. È stato un periodo in cui, limitatamente a questi e sicuramente ad altri fattori, le relazioni tra Cuba e la Santa Sede, così come tra la Chiesa cattolica locale e lo Stato cubano, con alti e bassi, hanno avuto uno sviluppo e un risultato  positivi. Credo che l’attività sviluppata da Monsignor Tagliaferri abbia avuto non poco a che fare con questo bilancio. Un lavoro di questa natura non si svolge sempre  alla vista di un pubblico, ma nel caso della gestione di Monsignor Tagliaferri a Cuba egli è stato e continua a essere apprezzato dalle autorità cubane”.

Sicuramente il lavoro di Monsignor Tagliaferri ha aperto la strada per una distensione tra Cuba e il Vaticano e forse anche con l’Occidente e gli Usa

”Nella mia risposta alla sua precedente domanda, ho già accennato al contributo positivo che attribuisco alla gestione di monsignor Tagliaferri come nunzio apostolico a Cuba nello sviluppo delle relazioni tra Cuba e la Santa Sede. Detto ció,  queste relazioni, mantenute ininterrottamente dalla loro istituzione nel 1935,  87 anni fa hanno finora seguito un percorso generalmente favorevole ed una consolidazione. Ne sono una dimostrazione, tra l’altro, le visite a Cuba degli ultimi tre Papi. Oggi, sotto il pontificato di Sua Santità Papa Francesco, sono relazioni solide, che non esito a definire eccellenti.   Per quanto riguarda  possibili incidenze del lavoro di monsignor Tagliaferri nelle relazioni di Cuba con altri attori internazionali, non posso individuarne alcune  nello specifico. Posso solo riflettere, riferendomi al contesto descritto nella mia prima risposta, sul fatto che sia difficile riconoscere, nell’unicità della storia umana, l’impatto delle azioni dei singoli uomini. E dopo di che, affermare che a mio avviso ogni sforzo o atto compiuto in buona fede, per quanto piccolo che sia rimane scritto nella storia”.