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Spagnoli e Ricca, un altro primo premio nel Contest del Festival della Scienza ‘Fermhamente’

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Pietro Spagnoli e Ornella Ricca, gli artisti verolani che dell’Arte ne hanno fatto incendio per le coscienze. Reduci già da successi apocalittici, aggiungono per il secondo anno consecutivo un primo premio al Festival della Scienza ‘Fermhamente’. Non c’è da stupirsi quando ci si trova di fronte ad un grande talento artistico e creativo messo a servizio dei grandi temi del mondo.  

L’Arte di Pietro e Ornella come proposta e risposta al grande ‘fermento’ globale. L’Arte come  stimolo a prendere coscienza di una situazione di perenne pericolo. L’Arte come stupore, meraviglia, bellezza che emozionano e, contestualmente, induce a meditare e riflettere. Artisti come Pietro Spagnoli e Ornella Ricca, ‘Artisti della coscienza’ potremmo definirli, che attraverso la bellezza pungolano, solleticano, inducono alla riflessione, ponendo ‘sul piatto’ il bello del mondo come vorremmo che fosse in antitesi a quello offerto dalla società di oggi. Esasperatamente urbanizzata, stressata, consumista, malata, bulimica e corrotta.

Spagnoli e Ricca si confrontano attivamente con l’ambiente che, oltre alla sua dimensione ecologica e naturale, è inteso anche come contesto formale, politico, storico e sociale. L’opera vincitrice,  “Comunque adesso ho un po’ paura”, al prestigioso contest del Festival della Scienza ‘Fermhamente’, potrebbe definirsi l’ultimo atto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Bruciata, miseramente ‘stracciata’ e posta in trenta urne cinerarie, tante quanti gli articoli della Dichiarazione. Al centro  una colonna su cui è poggiato un busto di un uomo piccolo, molto piccolo.

Un pugno allo stomaco; un messaggio chiaro, diretto, senza giri di parole: è l’arte “sopra le righe”, che non teme giudizi e canzona tabù e convenzioni di ogni genere. Denuncia politiche, distrugge ideologie e stravolge i pensieri. Un grido d’aiuto contro la  “disumanizzazione” dell’altro. Spagnoli e Ricca sono in grado di sovvertire con tanta lucidità ogni luogo comune; di azzerare ogni retorica e “descrivere” il nostro tempo spietatamente nella sua abiezione, nel suo scempio più sgradevole. Questo spericolato andare controcorrente ha fatto dei due artisti il punto di meditazione per i grandi problemi del mondo. 

Il populismo, il sovranismo e il razzismo dilaganti sono sintomo di un male che è la conseguenza di non aver portato a termine il progetto nato con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, quando  nel 1948  dalle macerie di due guerre mondiali, era nato un concetto fondamentale da cui ripartire: la convinzione che tutti gli esseri umani sono uguali tra loro . L’ideale dei diritti umani portava con una promessa di giustizia, oggi calpestata, lesa, ferita e “bruciata”.  In un tempo in cui la Terra sanguina per i misfatti dell’intelligenza umana, un tempo malato d’uomo, un tempo in cui tutto è dispersione, lacerazione, separazione, rotolare di ruota senza carro, dove vittime e carnefici sono intrappolati e prigionieri dello stesso mare, l’opera di Pietro e Ornella, chiede respiro, un momento per riflettere ai piedi di quelle “urne cinerarie” ancora aperte.

Non c’è più tempo in questo tempo malato d’uomo in cui l’uomo stesso, dotato di ragione e personalità, è ritenuto il solo depositario e responsabile della legge morale. A questo malessere, gli artisti Spagnoli e Ricca, come attori ed interpreti, oppongono l’elaborazione creativa, sfruttando codici e linguaggi in grado di raccontare problematiche importanti, mediante alfabeti innovativi e non tradizionali.

E poi succedono cose per noi  straordinarie – commentano increduli gli artisti verolani – cose che ci lasciano esterefatti! Vincere per il secondo anno consecutivo il primo premio nel Contest del Festival della Scienza ‘Fermhamente’ procura una gioia difficile da descrivere, che ci ripaga di tanti anni passati a cercare di realizzare qualcosa di buono, di bello, di interessante. Lo scorso anno fu scelta come vincitrice la nostra opera ‘EARTH, due parole sul futuro’, e, caso rarissimo, vincemmo anche il secondo premio con l’opera ‘Esercizi di Tramonto’. Quest’anno la giuria, che ringraziamo di cuore, ha scelto come vincitrice la nostra opera ‘Comunque adesso ho un po’ paura’ “.

Geniali Pietro Spagnoli  e Ornella Ricca, ricchezza ernica e valore morale per tutti. Coscienza guerriera del mondo, che non si ferma, non si arrende neanche quando  l’orologio dell’apocalisse segna due minuti alla Mezzanotte. 

Monia Lauroni