Con negli occhi ancora la commovente cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali Milano Cortina e, per i tifosi giallo blu, con il cuore al match dello Stirpe contro il Venezia per il primato in Serie B, l’Olimpico di Roma accoglie la prima partita dell’Italia dell’edizione 2026 del Torneo 6 Nazioni di rugby con un sold out. Per far sentire gli ospiti scozzesi a loro agio, la Capitale alterna scrosci di pioggia intensa a intervalli con il sole che fa capolino tra le nubio. L’Italia si presenta a questo incontro non con la formazione migliore a causa di infortuni dell’ultimo momento che hanno lasciato a casa alcuni degli elementi di spicco del 15 azzurro come Capuozzo, Allan e Todaro . Si celebra comunque un avvenimento importante: i cinquanta caps (le presenze in nazionale nel rugby sono chiamate così) per Michele Lamaro, Paolo Garbisi e Nacho Brex.
Dopo una beve fase di studio, all’8° gli azzurri con un calcetto, presentano le due ali sulla linea di meta e Lynaghfa segna il 5 a 0. Essendo molto laterale la battuta, la trasformazione non riesce.
La situazione si ripete al 13° sull’altro lato e Menoncello segna il 10 che diventa 12 con la trasformazione di Garbisi
Dopo una lunga fase di attacco al 24° Dempsey con una finta salta la difesa azzurra e va in meta proprio sotto ai pali per semplificare la trasformazione: 12 a 7
Nonostante la pioggia intensa che pur dovrebbe favorire gli scozzesi, al 35° come esito di un lungo attacco Garbisi trasforma una punizione per il 15 a 7.
Allo scadere del 40° minuto, con un calcio in laterale, provvidenziale a causa dell’incessante pioggia, le squadre si affrettano verso gli spogliati in cerca del meritato intervallo e di un tè caldo.
Purtroppo all’inizio del secondo tempo, la Scozia trasforma una punizione e prende 3 punti.
Subito dopo c’è una lunga revisione al TMO contro la Scozia e stavolta la punizione è dell’Italia con Garbisi che ristabilisce le distanze.
La pioggia torrenziale ha reso il terreno di gioco molto simile ad un acquitrino, causando non pochi problemi ai giocatori di equilibrio e di tenuta della palla.
Al 54° la Scozia subisce un’espulsione temporanea di cui l’Italia cerca di trarre vantaggio, azioni vanificate dal pessimo stato del campo. Ed infatti è la Scozia a ritrovare i cinque punti con Horne. La mancata trasformazione consente all’Italia di conservare l’esiguo vantaggio. Ci riesce fino alla fine costringendo gli scozzesi nella loro metà campo e respingendo con una difesa attenta l’ultimo attacco scozzese che ha contato oltre 20 fasi ( le azioni del rugby sono dette così).
E alla fine, nonostante la pioggia, il cielo è azzurro sopra l’Olimpico
Alfredo Salomone










