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Quando nel 1976 i contadini di Tecchiena occuparono gli uliveti del Comune di Alatri

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Le storie di Alatri raccontate da Bruno Gatta:
Dalle rivolte dei contadini di Tecchiena nel 1918-1920 a quelle negli anni ’50, all’arresto del consigliere comunale del Pci nel 1963, insomma nella popolosa contrada divenuta poi frazione del Comune di Alatri le cronache si sono sempre occupate di contestazioni verso i “padroni” del Castello: prima il clero e poi… Nella tarda primavera del 1976, quindi mezzo secolo fa, ci fu un’altra vicenda, quella dell’occupazione di circa 18 ettari di terreno comunale adibito ad uliveto. I contadini di Tecchiena, ma anche di qualche centro vicino, volevano impossessarsi di proprietà comunali gravate da usi civici onde dividersi il raccolto delle oltre 4000 piante di olive, messe a dimora qualche tempo prima dalla Forestale e consegnate al Comune di Alatri che, a quanto pare, aveva abbandonato i propri beni.

Si parla di uliveti posti tra le località che da Tecchiena si congiunge con la contrada di Monte San Marino. Zona di Santa Maria Pelonga, Vallone Cera e Colle (I Cogli, meglio conosciuto dai residenti di Tecchiena). I terreni non vennero presi d’assalto da persone bisognose (che, viste le condizioni di abbandono del comune…) ma anche da persone, se non proprio benestanti, comunque già possessori di terreni di uliveti.

L’avvocato Bruno Marucci di Tecchiena, nonostante avesse solo 9 anni, ricorda quanto avvenne nel 1976: “La nostra famiglia non fu interessata a questa occupazione in quanto avevamo diversi terreni simili, però ricordo che gli occupanti non erano soltanto appartenenti a famiglie bisognose. Ricordo il tumulto, le persone che con la vernice delimitavano il “pezzo” di terreno occupato, cercando la posizione migliore. Ricordo anche delle discussioni in merito”.

Qualcuno ricorda che in zona si recò in zona Paolo Bonomi, fondatore della Coldiretti e tra i fautori della riforma agraria (1950). Un altro ricordo è di un mio cugino di Tecchiena, Vincenzo Vona, che ricorda: “Mio padre Giovanni fu incaricato dal Comune di Alatri a sistemare la zona di Pelonga, per l’abilità che aveva in questo settore”.

Ma torniamo all’occupazione, la politica si interessò di quanto accadeva, però va ribadito un concetto basilare: i terreni comunali erano abbandonati. Detto questo, improvvisamente la politica si svegliò, forse c’erano interessi elettorali, anzi senza forse. Una lista civica, forse Gli Amici della Campagna, chiesero una discussione in consiglio comunale, il gruppo consiliare del Psi rimproverava l’amministrazione comunale per le condizioni dei terreni.

Si vociferava che tra gli occupanti ci fossero noti esponenti della Dc e già proprietari di terreni. I socialisti dicevano che questi non avrebbero dovuto impadronirsi di un bene sociale a titolo di sfruttamenti privati a discapito di contadini che avrebbero potuto sfruttare in forma associativa un bene produttivo come un uliveto (e pertanto la produzione di olio).

Il Psi invitava l’amministrazione a favorire la costituzione di una cooperativa di coltivazione e trasformazione del prodotto, gestita da contadini scelti sulla base di criteri equitativi e giustizia sociale. Gli Amici della Campagna invitarono gli occupanti a fare apposita domanda ed avere la propria parte.

Il Comune di Alatri, a quanto pare, possedeva nelle località di Monte San Marino, Aiello, Montelungo, Capezzoi… circa 70 ettari di uliveti con circa 20mila piante, il cui prodotto finale avrebbe interessato 200 milioni di lire.

I gruppi consiliari Dc, Psi, Pci e Psdi: i terreni migliorati dalla Forestale vengano assegnati in forma cooperativistica, ne gioverà l’economia cittadina. E ancora gli esponenti del Psi: parliamo di 100 famiglie.

In autunno inoltrato l’occupazione continuava ed era imminente la raccolta delle olive. Si venne a creare questa situazione: Nel 1970 ad Alatri venne creata una cooperativa di estrazione democristiana chiamata Aletrium, che contava 353 soci che, secondo i vertici della Coldiretti, a quanto pare vicini alla Dc, aveva presentato regolare domanda per gestire i terreni, avrebbe dato al comune una quota-parte di olive e avrebbe molito gratuitamente nel frantoio sociale ed avrebbe fornito l’olio alla refezione della scuola materna e all’Ospizio Lisi.

Nel 1975 era sorta anche un’altra cooperativa denominata Rinascita e vicina al Pci e alla Lega delle cooperative. In una riunione della Dc si decise di dare i terreni proprio a quest’ultima, insomma un accordo Dc-Pci. Qualcuno parlò di un compromesso storico, di manovre elettorali per aiutare alcuni esponenti democristiani alle imminenti elezioni comunali e politiche (Priorini e Lisi).

Poi, invece, si parlò di attuare lo slogan: chi arriva primo… tanto è terra di nessuno… Gerardo Gaibisso della Coltivatori ed esponente Dc criticò la scelta dei suoi amici democristiani di Alatri asserendo che il senatore Emanuele Lisi e Francesco Priorini avevano sempre chiesto il voto ai soci della cooperativa Aletrium.

Un aiuto ci viene fornito da Tarcisio Tarquini, storico rappresentante del Partito socialista italiano: “I socialisti di Alatri e Tecchiena assunsero il compito di una mediazione – spiega Tarquini. Presero, infatti, l’iniziativa di costituire, chiamando tutti a farne parte, una nuova cooperativa dei “Naturali” di Tecchiena che aderì alla Lega delle cooperative.

Due persone vanno ricordate, Fortunato Ceccani che fu il motore della nuova impresa cooperativa ed il notaio, allora praticante, Franco Rossi che studiò e scrisse lo Statuto e accompagnò la costituzione della cooperativa con una passione politica e civile che va menzionata. Sono tutti e due scomparsi – termina il fattivo e puntuale commento di Tarcisio Tarquini, che ringrazio infinitamente per la sua disponibilità -, e l’occasione mi dà modo di ricordarli con affetto”.

Ci uniamo al ricordo del notaio Franco Rossi e di Fortunato Ceccani (già segretario della locale sezione comunista e poi aderente al Psi).

Come andò a finire? Diversi contadini pare abbiano continuato a raccogliere le olive nei suddetti terreni, tra questi fino a qualche anno fa ne hanno approfittato e provenivano anche da centri vicini. Risulta che attualmente la situazione non sia migliorata. Qualche anno fa furono elaborati dei progetti sociali per la raccolta e produzione e vendita dell’olio delle olive del comune.