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Provincia – Il consigliere Bernardini interroga il Presidente Pompeo per i “soggetti affetti da autismo”

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Il sottoscritto Consigliere Provinciale del Gruppo PSI,

  • considerato che l’autismo è una patologia che presenta una considerevole varietà di sintomatologie che ne rende complessa una definizione clinica coerente ed unitaria, tanto che si parla di Disturbi dello Spettro Autistico;
  • considerato infatti che i dati epidemiologici indicano un’incidenza variabile a seconda dei criteri diagnostici impiegati, che si sono sviluppati e migliorati nel corso del tempo e in base ai quali si è accertato che la patologia si manifesta quasi sempre entro i primi 3 anni di vita, fase in cui è auspicabile avviare percorsi terapeutici affinchè si rivelino efficaci;
  • visto che l’autismo comporta una marcata riduzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, con un’apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale e conseguente rischio di isolamento nonché un’ apparente indifferenza oppure ipereccitabilità emotiva agli stimoli, comportamenti che creano una forte dipendenza  dai soggetti con i quali si è stabilito un rapporto consolidato, ordinariamente rappresentati dai genitori;
  • riscontrata inoltre in questi soggetti una marcata resistenza al cambiamento, che per alcuni può assumere le caratteristiche di un vero e proprio terrore in caso di allontanamento dal proprio ambiente  oppure se nell’ambiente ordinario cambia inavvertitamente la collocazione di oggetti, del mobili o comunque l’aspetto della stanza, tanto che tentano di riportare immediatamente le cose al proprio ordine o, se impossibilitati a farlo, manifestano un’inquietudine che può sfociare in comportamenti  autolesionisti e aggressivi verso gli altri o verso gli oggetti stessi;
  • ricordato che gli autistici, non affetti da gravi insufficienze funzionali e/o strutturali che ne possono compromettere la sopravvivenza, hanno un’aspettativa di vita corrispondente a quella dei soggetti sani e che pertanto, superata la soglia dei 50 anni di età, si trovano frequentemente nella condizione di aver perduto uno od entrambi i genitori che li accudiscono;
  • appreso che la mancanza dei riferimenti abituali con cui interagire in soggetti che non abbiano ottenuto, in età matura, progressi in grado di renderli parzialmente autosufficienti è causa di uno squilibrio che deve essere compensato con la creazione di un adeguato ambiente sostitutivo di sostegno pratico ed affettivo;
  • visto che sono già state sperimentate alcune soluzioni alternative all’ambiente familiare consistenti nell’inserimento di soggetti autistici in strutture residenziali assistite ospitanti anziani oppure portatori di diverse disabilità, soluzioni che non hanno dato risultati positivi tanto che si sono registrati addirittura alcuni casi di suicidio;
  • considerato che da ormai 40 anni sono operanti le associazioni onlus associazioni italiane per l’assistenza bambini autistici – istituite nel 1970 per iniziativa di gruppi di genitori di bambini affetti da autismo e psicosi infantile, al fine sia di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere la conoscenza dei problemi specifici relativi all’autismo infantile, sia di costituire dei Centri di riabilitazione in grado di offrire un intervento riabilitativo mirato e complessivo;
  • considerato infatti che il compito degli Istituti è la diagnosi ed il trattamento dei disturbi dello spettro autistico con la presa in carico di soggetti autistici o affetti da psicosi o da disturbi di relazione a fini educativo-riabilitativi, con particolare riguardo a quelli in età evolutiva, promuovendo anche servizi assistenziali e di inserimento sociale;
  • visto che gli istituti offrono una serie integrata di interventi multidimensionali per agire su una situazione clinica complessa  che offre possibilità di progresso terapeutico se rivolta a bambini e comunque adolescenti con diagnosi precoce, diversamente dai soggetti adulti per i quali è necessario concentrarsi su progetti di tutela e di inserimento in strutture riservate ai portatori della patologia in oggetto, al fine di garantire loro condizioni di vita in regime  protetto per superare il trauma della perdita dei genitori e dell’ambiente ordinario di riferimento;
  • ricordato che proprio per questo sono sorti fin dal 2003 progetti che si prefiggono di conseguire, con l’aiuto delle istituzioni pubbliche e private, il risultato di tutela sovracitato;
  • appreso che l’Amministrazione Provinciale potrebbe disporre di progetti rivolti al sostegno di questa fascia socio-sanitaria in quanto le competenze sulla promozione delle pari opportunità e sul controllo dei fenomeni discriminatori secondo quanto stabilito dalla Legge 56/2014 (Legge Delrio), risultano essere tra le funzioni fondamentali assegnate alle Provincie.

INTERROGA IL PRESIDENTE PER SAPERE

Quali sono nel dettaglio i progetti dell’Amministrazione Provinciale per garantire un sostegno ai portatori di Disturbi dello Spettro Autistico in età evolutiva e non, nonché alle loro famiglie, molte delle quali ormai in età avanzata temono il possibile distacco dai propri figli senza il conforto dell’opportunità di accesso per loro ad un programma di graduale inserimento in una struttura protetta riservata.

Frosinone 05/02/2015

Consigliere Provinciale PSI