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A Prato di Campoli Bruno Petriglia presenta il suo ultimo libro ‘Orchidee del Lazio’

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 E’ in agenda sabato 5 settembre alle ore 20.30, su quello spicchio di terra che è stato in un certo senso partenza e punto di arrivo della ricerca di Bruno Petriglia, appassionato fotografo, botanico e naturalista. Dalla metamorfosi di Orchis, l’orchidea, simbolo degli efébi ateniesi nei loro canti agli dei, diventa oggi il fulcro del primo atlante-guida del Lazio con tutti gli aggiornamenti più recenti sulla distribuzione delle 94 specie di orchidee spontanee laziali, individuate e fotografate dallo stesso Petriglia durante cinque anni di monitoraggio. “Orchidee del Lazio”, edito Belvedere, raccoglie appunto con oltre 600 immagini, schede analitiche, accenni di origini e morfologia e dettagli sulla distribuzione regionale, tutto il fascino e la curiosità solleticati da questo fiore, protagonista ancor oggi di superstizioni e credenze religiose ed impiegato anche in ambiti esoterici, di chi ha avuto il coraggio di perdersi nella loro essenza avvolta dal mistero e dal tempo. Il Lazio, un mosaico di ambienti ad alta diversità biologica, asperità e bellezza selvaggia che ne hanno fatto sacello di specie rare e di cimenti umani di ricerca, ancor più di pregio. E’ nella sua terra che attecchisce in maniera spontanea l’orchidea che significa al meglio la bellezza autarchica delle sue altitudini. E’ qui che fanno da ancelle 94 specie di gioielli floreali, a scovare le nicchie rocciose dei quali il tempo lo si ingaggia nella squisita lotta fra l’orizzonte terragno della flora di pregio e quello amplissimo che porta lo sguardo ad abbracciare la Valle del Sacco, gli austeri Simbruini e, più in là, le ostiche e solenni Mainarde. Sono sguardi che mettono al centro la natura e il suo ineffabile Genio, ma che non escludono l’uomo, semmai ne ridimensionano gli appetiti egocentrici e parlano la lingua di cento, mille soli e piogge che scandiscono stagioni di fronde, di sorgenti pure e cristalline e rami spogli con poesie diverse ma sempre efficacissime. Ed è qui, nella straordinaria terra laziale che Bruno Petriglia ha impiegato il suo tempo e le sue curiose energie alla ricerca della bellezza autentica disegnata da petali steli e colori, catturandone immagini e sensazioni. Con “Orchidee del Lazio”, continua la fede degli uomini ernici verso la natura ed i suoi doni curativi, terapeuti dell’anima, del corpo e dello sguardo, l’antica abitudine della valorizzazione delle erbe spontanee che Veroli ha cercato di trattenere e fortificare con la creazione del Museo delle Erbe voluto dal Dott.Giulio di Pinto e ‘adottato’ nel tempo da Aurelio Renzi. La presentazione di ‘Orchidee del Lazio’, opera realizzata anche grazie al contributo di ‘Sarandrea’ officina d’erbe Orto del Centauro, Associazione Sylvatica, CAI sezione di Frosinone, Miele d’Autore e Circolo Lamasena Legambiente, sarà anche un’occasione per immergersi nella Natura, musa e creatrice, ispirazione e coraggio di uomini come Bruno Petriglia, uomini ai quali non servono ali d’uccello per volare, ma quelle della saggezza di chi cerca il bello nel mondo. Sono spunti di colori e forme bellissimi, che trovano testimonianza iconica, totem di singolarità che schiude alla pluralità in casi di straordinaria valenza. Come quello della Orphys Lacaitae, una delle specie più importanti dell’areale mediterraneo delle orchidee la cui fioritura è terminata da poche settimane. E’ specie assolutamente endemica e la sua caratteristica di nicchia la rendono un caso unico. Perché a ben vedere le orchidee sono specie cosmopolita, anche se la vulgata le associa quasi sempre alle zone tropicali, ma quando fanno il nido in Ciociaria e ci si trovano anche bene l’orgoglio non è più legato alle alchimie della botanica, ma ai moti della poesia. La poesia che Prato di Campoli sa offrire con strofe ancora più marcate quando studiosi come Petriglia ne fanno teatro per i loro cimenti letterari. All’evento di presentazione, organizzato e promosso da Lamasena Legambiente, sotto l’egida del Comune di Veroli, CAI di Frosinone, Compagnia dei Viandanti e Consulta delle Associazioni, interverranno oltre l’autore ed altri ospiti, il naturalista Walter Culicelli, Stefano Gaetani in doppia veste di anfitrione e Presidente della Compagnia dei Viandanti e della Consulta delle Associazioni, il Presidente della sezione di Frosinone del CAI Paolo Sellari ed il Dottor Giulio Di Pinto.
Monia Lauroni