Che Laura Di Clemente, al secolo artistico conosciuta a Veroli ed in provincia come Laly Jewels, fosse maestra in quel che ama è da sempre un fatto noto. Quello che oggi rappresenta di certo un decisivo upgrade per la creatrice di monili con bottega in Piazza Mazzoli è storia di questi giorni.
Una storia che parte dalla constatazione di una qualità superiore dell’opera ed arriva ad un imminente sopralluogo della apposita commissione regionale.
Mission della stessa sarà certificare una cosa che, concettualmente, era già nota: gestire cioè l’atto conclusivo dell’iter per il riconoscimento dell’impresa come “operante nel settore artistico/ tradizionale.
Il che significa che il lavoro della Di Clemente si è talmente caratterizzato negli anni come di nicchia che adesso allo stesso manca solo una cosa, faccenda doverosa.
Ossia la verifica finale, in loco e dal vivo, della capacità dell’attività in questione di rispettare gli standard di eccellenza, manualità e tradizione.
Sono parametri appositamente dichiarati dall’artista artigiana verolana nella domanda redatta e presentata per suo conto direttamente dalla Cna, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.
Un’eccellenza riconosciuta a livello ufficiale che eccellenza già era a livello “ufficioso”. Cosa ha reso “Laly” così assorellata all’eccellenza? Passione? Certo. Sacrificio? Assolutamente sì.
Ma ancora e più di tutto la mera bravura, che delle prime due è causa ed effetto assieme. Bravura assoluta temperata dalle regole di quel “mestiere” che rende un posto tipico, a volta irrinunciabile.
Entrare nella bottega di Laura é un’esperienza che si ricorda.
Un mondo fatto di aghi dalla cruna finissima, pietre preziose, fili come crini che legano capolavori assoluti e unici da indossare come una regina indossa la sua corona.
Laura immersa tra le sue creature, con le mani che urlano e la mente che inventa, crea, disfa e ricomincia per raggiungere quell’eccellenza che è eccellenza verolana. Riconosciuta ufficialmente come tale.
Pensiero e forme stagliati contro una modernità senza divinità né cortei rituali e tutto l’amore per quello che si crea, per quello che si fa.
Non restano che i complimenti più vivi. Brava Laura, eccellenza verolana.
Monia Lauroni










