HOMEPAGE CRONACA La Polizia ricorda il terremoto del 24 agosto 2016 nel Centro Italia

La Polizia ricorda il terremoto del 24 agosto 2016 nel Centro Italia

143
CONDIVIDI

La Polizia di Stato ricorda il terremoto del 24 agosto 2016 con una nota

Esattamente 6 anni fa, il 24 agosto 2016, alle ore 3.36, una fortissima scossa di terremoto scosse il centro Italia. Quattro le regioni investite: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Ricordiamo oggi quei tragici momenti che hanno spazzato via interi comuni come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, portandosi via centinaia di persone e causando decine e decine di feriti.
Quella notte, tra i primi a intervenire ci furono gli agenti della polizia Stradale e delle questure di Rieti e Ascoli Piceno. Anche chi non era in servizio rientrò in ufficio per aiutare i colleghi impegnati nelle ricerche e nella gestione dei soccorsi e per sostenere la popolazione duramente colpita.

In poche ore, grazie all’incessante lavoro di poliziotti, vigili del fuoco, volontari della protezione civile, appartenenti alle altre forze dell’ordine e cittadini furono salvate molte vite ed estratte vive decine di persone da sotto le macerie, anche grazie al prezioso contributo dei reparti cinofili.

La macchina dei soccorsi operò senza soluzione di continuità per giorni. Furono centinaia le donne e gli uomini della Polizia di Stato impiegati nelle zone del sisma. Dopo la prima fase emergenziale ci fu la necessità di tutelare le case lasciate incustodite e i beni che gli sfollati abbandonarono, assieme a tanti ricordi di una vita, all’interno delle abitazioni.
Fu questo il principale impegno per i poliziotti del Reparto Mobile e dei reparti prevenzione crimine aggregati nell’area terremotata. Fare in modo che quel poco rimasto non venisse profanato o rubato e, così facendo, tenere accesa la speranza dei tanti che in quelle mura avevano visto, in pochi secondi, la propria vita polverizzarsi.

In questo giorno del ricordo il pensiero va ai tanti che ci hanno lasciato e alle loro famiglie. Tra di loro anche Ezio Tulli, poliziotto quarantaduenne della stradale di Aprilia (Latina), che in quella notte non riuscì a sfuggire alla furia del terremoto perdendo la vita assieme ai due figli Leonardo e Ludovica e lasciando la moglie Giovanna Gagliardi, anche lei poliziotta.