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Intervista a Enrico Mazzone nel giorno del Dantedì

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E’ stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Ravenna a dare il via nel novembre scorso alle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante.

Ma qualche settimana prima al Quirinale il Capo dello Stato aveva inaugurato la mostra fotografica di Massimo Sestini su Dante Alighieri. Tra le 20 opere esposte spiccava quella dell’artista torinese Enrico Mazzone. In questa opera riguardante il giovane artista torinese che sta realizzando la Divina Commedia su un foglio lungo 97 metri, Massimo Sestini ha usato un drone catturando Mazzone nell’intento di puntellare con l’uso di centinaia di matite l’imponente opera. Enrico Mazzone ha seguentemente completato il suo disegno, iniziato quando era in Finlandia, e attualmente esposto presso il Mercato Coperto di Ravenna (grazie agli imprenditori ravennati Beatrice Bassi e Leonardo Spadoni, ma anche a Vittorio Sgarbi). Proprio nell’edizione di oggi, giovedì 25 marzo 2021, data scelta per celebrare il Sommo Poeta, il Presidente Sergio Mattarella, intervistato da Marzio Breda, ha ricordato l’universalità di Dante e la sua capacità di trascendere il suo tempo e di fornire indicazioni, messaggi e insegnamenti validi per sempre. Ponendo inoltre l’accento sulla capacità di penetrare nel profondo dell’animo umano. Dopo le divagazioni sul Capo dello Stato il filo conduttore ci riporta a Enrico Mazzone, di quella sua “Divina Commedia lunga 97 metri, iniziata nella città di Rauma in Finlandia nel 2016, grazie ad un rotolo di carta da destinare al macero, delle difficoltà di tornare in Italia in piena pandemia e di trasportare il disegno, dagli incontri casuali e non con Vittorio Sgarbi, Massimo Sestini, Giovanni Saccani (presidente della Società Dante Alighieri di Torino), Beatrice Bassi e Leonardo Spadoni e il team di Heritage 360, che ha digitalizzato l’opera di Mazzone e di tanti altri, finalmente arriviamo alla fatidica data del 25 marzo: in tutto il mondo si celebra il Dantedi. E non potevamo certamente non sentire Enrico Mazzone.

“Adesso sono a Torino e mi sto preparando per la celebrazione che si svolgerà a settembre. Questo è un anno topico e cruciale per me. Ci sono stati disagi e speranze. Al momento l’Italia è la culla che aiuta ad ammorbidire gli affetti familiari e di aiuto e sostegno. Si stanno aprendo diversi scenari per il mio futuro. Essere testimoni dei tempi attuali è un lusso ed essere associati alla figura di quell’ambasciatore dello spirito che è Dante è come faee Dante nel suo tempo mi da energia.

“Il disegno – spiega Mazzone – non dovrebbe avere una collocazione fissa; pari alla tradizione orale che crea tessuto di curiosità e stupore. Non può che viaggiare e dare argomento di confronto da posto a posto. In questo modo si acquisiscono spunti etici, estetici o semplici punti di vista. Il mio obiettivo è creare empatia: questo deve stimolare la creatività, unica fonte di benessere, almeno quello spirituale.”

“Diversamente da qualsiasi altro prodotto e/o opera terminato, confezionato, venduto – insiste nel suo racconto Enrico Mazzone – ho ancora la fortuna di avere un cantiere aperto, un procedimento che non si esaurisce con l’esposizione, anzi; per me è un nuovo stimolo confutare quanto abbia già fatto e non sentirmi affatto sicuro nel passaggio espositivo visto che “Il Paradiso” più che essere disegnato deve essere ancora idealizzato ad altra forma. Ma concedetemi una divagazione, vorrei ringraziare i miei genitori; non è mai scontato, anzi solo chi percorre simili attese fatte di cicli ed eoni sa che un supporto emotivo, affettivo e morale solo da una fonte può essere accettato. Da figlio unico quale sono ho iniziato ani fa un percorso che mi ha avvicinato molto alla crescita. Quasi un’avventura che ho piacere di continuare assieme a chi mi ha sostenuto in momenti difficili cruciali ed ora già più sereni”.

Bruno Gatta

Foto in copertina: Oodi biblioteca di Helsinki. Dove Mazzone porterà la sua opera monumentale

In basso: Enrico Mazzone