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Il pellegrinaggio all’Eremo di Sant’Agnello rinnova un’antica devozione: la Confraternita di Pisciotta ospite a Guarcino

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Sant’Agnello di Guarcino: una storia millenaria

L’Eremo di Sant’Agnello, abbarbicato tra le rocce dei Monti Ernici, è il luogo in cui soggiornò Sant’Agnello Abate dopo aver lasciato la sua città natale, Napoli, in seguito all’invasione longobarda nel 581. L’eremo è costituito da un’ampia grotta posta a 800 metri di altitudine, nella quale il Santo visse per sette anni in preghiera e penitenza. Accanto alla grotta sorsero una piccola chiesa e un monastero addossati alla roccia, la cui costruzione risale verosimilmente ai primi anni del VII secolo, quando il popolo di Guarcino contribuì a trasformare il luogo in un santuario. 

Il culto di Sant’Agnello fu accolto a Guarcino fin dagli anni immediatamente successivi alla sua morte, e nel secolo X, per unanime consenso, egli fu proclamato principale protettore della città. La sua venerazione è rimasta viva nei secoli, alimentata anche dal ricordo della protezione accordata alla comunità durante le pestilenze e le guerre. Guarcino celebra Sant’Agnello tre volte l’anno: la prima domenica di maggio, per propiziare un buon raccolto; l’ultima domenica di agosto, che è la festa principale; e il 14 dicembre, memoria liturgica del santo, con un pellegrinaggio invernale dall’abitato fino all’eremo.


Il pellegrinaggio del 2 e 3 maggio 2025

Nei giorni 2 e 3 maggio 2025, in occasione del tradizionale pellegrinaggio primaverile all’Eremo di Sant’Agnello — che da secoli i guarcinesi compiono per ringraziare il Santo della protezione accordata in tempo di peste — si è rinnovato un incontro fraterno di grande significato spirituale e culturale: la visita della Confraternita di Sant’Agnello di Pisciotta.

I confratelli di Pisciotta sono giunti a Guarcino nella mattinata di sabato 2 maggio, accolti sotto il Comune dalla Confraternita di Sant’Agnello di Guarcino, guidata dalla Priora Franca Polise, alla presenza del Sindaco di Guarcino Urbano Restante , della Banda Musicale cittadina diretta dal Maestro Domenico Ciavandini e del Diacono Dom Massimiliano Floridi. Il corteo si è poi spostato presso il Centro Pastorale, dove la Confraternita di Guarcino ha offerto un ricco pranzo in onore degli ospiti.

Nel pomeriggio dello stesso sabato, alle ore 16:00, nella Chiesa di San Michele Arcangelo, si è tenuto un evento di grande rilevanza musicale e spirituale. Il Maestro Aurelio Porfiri, con il suo coro femminile Romaeterna Cantores e l’organista Alina Arakelova, ha presentato — su richiesta del Diacono Massimiliano Floridi — la Messa composta in onore di Sant’Agnello Abate. La chiesa, gremita di fedeli e devoti del Santo, ha vissuto momenti di intensa emozione: i presenti si sono uniti spontaneamente nel canto della nuova composizione, in un’atmosfera di comunione profonda. Particolarmente toccante è stato l’esecuzione del nuovo Inno di Sant’Agnello, anch’esso opera del Maestro Porfiri. Al termine del concerto si è svolta una visita guidata nel centro storico di Guarcino.

La mattina di domenica 3 maggio, alle ore 8:00, le due Confraternite hanno compiuto insieme il pellegrinaggio all’Eremo, sostando in preghiera nella grotta sacra dove il Santo trascorse anni di vita eremitica. Scesi a Guarcino, accolti nuovamente dalla Banda Musicale, si sono recati presso la Collegiata di Guarcino, dove li attendeva il Parroco Don Giorgio Tagliaferri. Questi ha concelebrato la Santa Eucaristia insieme al Parroco di Pisciotta, in un rito che ha suggellato la fraternità tra le due comunità.

Al termine della celebrazione si è vissuto un momento di grande commozione: la Confraternita di Guarcino ha donato ai confratelli di Pisciotta una statua, copia fedele dell’immagine di Sant’Agnello portata in processione a Guarcino, opera dell’artista Domenico Ciavardini, benedetta dal Parroco Don Giorgio Tagliaferri. La cerimonia si è conclusa con il bacio della reliquia di Sant’Agnello e la benedizione finale.

Nel pomeriggio di domenica, i Confratelli di Pisciotta hanno fatto rientro nel loro paese, portando con sé il dono prezioso e il ricordo di due giorni vissuti all’insegna della fede, della devozione e dell’amicizia.