Rapito come se pregasse. Le dita stese, sicure, nette, affusolate.
Dieci sprazzi di vita e di emozioni.
Sergio Marinacci, frusinate, la cui gioventù non graffia la sua abilità, sarà uno dei protagonisti della Piano City Roma 2026 in programma il 3 e 4 ottobre.
Oltre cento pianoforti, diverse location, diverse sonorità attraverso le quali Roma diventerà altro. Diventerà Musica, diventerà emozione, diventerà poesia.
Diventerà la Chiave di Sol sulla seconda riga del pentagramma della maestria internazionale. E qui tra pause, silenzi e note altissime si esibirà il talento di Sergio Marinacci.
Cresciuto assieme al pianoforte, ne ha imparato il linguaggio mentre cominciava a dire le prime parole, mentre cominciava a fare i primi passi.
Sergio Marinacci non è solo tecnica, è pensiero, stato in essere, animo, talento impetuoso che emerge dalla passione e plana sui tasti di un pianoforte. Li stravolge, li rigenera, ne trae nutrimento.
Se ne nutre e ‘detta’ in maniera assoluta arie di Beethoven, Chopin e Scriabin. Ognuno col suo lessico, col suo ardore, con la sua epoca che nelle mani del giovane frusinate cambia modo di sentire.
Eppure Sergio Marinacci riesce a sentire tutto, ogni cambiamento, ogni fraseggio, ogni suono. Riesce a farlo suo e creare da un ‘già creato’ un altro sorprendente, unico, toccante e profondissimo capolavoro.
Da Frosinone alla Capitale per una delle rassegne più importanti della Musica pianistica internazionale.
Tra i grandi affermati si esibiranno Andrea Lucchesini, Alessandro Deljavan, Leonora Armellini, Gile Bae e Laura de Los Ángeles.
E poi ci sarà lui, Sergio Marinacci. Che dal Conservatorio ‘Licinio Refice’ di Frosinone, sabato 3 ottobre alle ore 15,00 trasformerà la Musica dei grandi in qualcosa di profondamente nostro e ‘sfacciatamente’ toccante.
Talento, anima ed eccellenza frusinate che sboccia e già profuma di primavera.
Più di così non si può.
Monia Lauroni










