HOMEPAGE CRONACA Ceprano – Smascherato imprenditore “furbetto”. Si fingeva povero e invece..

Ceprano – Smascherato imprenditore “furbetto”. Si fingeva povero e invece..

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Un imprenditore quarantacinquenne residente a Ceprano, ha sperimentato i frutti della collaborazione tra la Guardia di Finanza di Frosinone ed il Comune di Ceprano, i quali nel mese di ottobre del 2014 avevano stipulano un protocollo d’intesa con il quale si erano stabiliti percorsi operativi in sinergica collaborazione, al fine di smascherare quei furbetti che, nascondendo le loro reali disponibilità economiche, ottengono prestazioni sociali destinate ai più bisognosi.
L’imprenditore, titolare di una ditta, aveva richiesto al Comune un assegno per il nucleo familiare spettante ai possessori di reddito Isee non superiore a 23.000 euro, allegando alla domanda una dichiarazione Isee riportante un valore di 0 euro. Per effetto di tale dichiarazione l’Inps di Frosinone aveva corrisposto un assegno dell’importo di 1.680,00 euro.
La Guardia di Finanza di Ceprano ha effettuato un controllo fiscale nei confronti dell’imprenditore rilevando che per l’annualità per la quale risultava Isee pari a EUR 0, aveva presentato la dichiarazione fiscale con reddito pari a zero, ma in realtà, aveva occultato al fisco redditi per oltre 220.000 euro, come rilevato al termine delle operazioni ispettive nell’ambito delle quali è stato fatto ricorso anche ad indagini bancarie.
Naturalmente l’occultamento dei ricavi ha indotto in errore il competente ufficio comunale che ha vagliato positivamente la domanda, consentendo la successiva erogazione dell’assegno da parte dell’Inps. Al termine del controllo l’imprenditore è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di truffa ai danni dello Stato e segnalato all’Inps per l’attivazione della procedura di recupero della somma indebitamente percepita.
In questa prima parte dell’anno, la Brigata di Ceprano ha denunciato 5 persone di vari Comuni della provincia di Frosinone che avevano falsamente attestato la propria posizione reddituale al fine di beneficare del gratuito patrocinio, ossia dell’assistenza legale gratuita riservata ai cittadini che versano in condizioni disagiate e che sono titolari di redditi per importi inferiori a 11.300 euro.
I responsabili di tali condotte dovranno rimborsare allo Stato le spese di giustizia delle quali avevano beneficiato gratuitamente e saranno sottoposti ad un procedimento penale.

Riccardo Strambi