Un Alvini radioso, ma con i piedi per terra, elogia la creatura in sala stampa: «Una vittoria meritata in una gara ben giocata. La squadra ad un certo punto ha smesso di fare le cose che sa fare ma abbiamo voluto vincere la partita e l’abbiamo fatto, in maniera esaltante e fantastica. Sono contento per la squadra».
«Non aver perso la lucidità dopo il 2-2 è stato importante. La squadra ha risposto bene ma parliamoci chiaramente, dall’altra parte c’è una squadra forte, organizzata, che ha fisicità e che se l’è venuta a giocare. Merito alla squadra per quello che sta facendo, per il percorso, per quello che mette in campo e per la disciplina. Ci sono diverse letture da fare ma averla vinta oggi dopo sabato e aver dato continuità, è significativo. Non l’ho vista come una partita a scacchi. Giovanni Stroppa è un amico, sono felice delle cose che ha detto di me, io le perso di lui. In un calcio non speculativo ma efficace».
«Nella ripresa abbiamo smesso di difendere bene perché ci siamo abbassati. Dovevamo continuare a fare quello che sappiamo fare. Quando abbiamo ripreso, l’abbiamo vinta meritatamente».
«Le nuove regole che stimolano il gioco? Questo nuovo modo di arbitrare mi piace. Ne ho parlato con Chiffi prima della partita: a me questa linea piace di più. Mi piacciono meno le interruzioni lunghe al VAR. Gli arbitri sono ragazzi come noi, possono commettere errori come noi ma questa è una linea da percorrere e il pubblico si diverte di più. Mi auguro che possiamo andare in questa direzione qui».
«Noi siamo in Serie A, ci stiamo giocando tutto dopo aver vinto sabato scorso e aver giocato bene mercoledì. Questo Frosinone è tanta roba per disciplina e organizzazione».
«Oggi è il compleanno di Fares Ghedjemis quindi sono felice che lo abbia festeggiato così. Deve allenarsi e correre per mettersi al pari della squadra. C’è tanto da allenarsi e fare fatica».









