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Calcio – Frosinone, Koutsoupias: “Non eravamo partiti per vincere ma in questa società si fanno le cose bene”

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Ilias Koutsoupias, una delle note più liete di questa stagione trionfale del Frosinone Calcio, racconta a Gianluca Di Marzio le sue emozioni per il grande risultato raggiunto in questo campionato. E il suo racconto comincia proprio all’interno del nostro fortino, il Benito Stirpe:

«Quando è pieno è sicuramente più bello. Nell’ultima col Mantova era uno spettacolo. L’ambiente che si respirava era clamoroso. Però anche vuoto, per struttura, secondo me questo è forse lo stadio più bello della Serie B. La verità è che non ho ancora realizzato quello che abbiamo fatto».

«Non siamo partiti con l’ambizione di fare un campionato del genere, vincerlo e andare in Serie A diretti. Però il Frosinone è sempre stata una società importante, strutturata bene, che negli ultimi anni ha vinto campionati. Non ha speso quello che hanno speso altre squadre, ma qui le cose si fanno per bene».

«È stato un campionato anomalo, con quattro squadre lì fino alla fine. Vincere contro avversarie così rende tutto ancora più bello”.

«Otto gol, quattro assist e Serie A: se me lo avessero detto un anno fa, avrei risposto: posate il vino. Però è il frutto del lavoro degli ultimi anni. Avrei messo la firma, certo, ma allo stesso tempo penso sia meritato per l’ambizione che ho sempre avuto. Sono contento, ma voglio continuare così».

«A gennaio, ho convissuto con un fastidio al flessore. La gente giustamente non lo sapeva, ma giocavo al 50%. Rischiavo di farmi male. Mancavano giocatori e ho dovuto stringere i denti perché ci giocavamo qualcosa di importante. Da fuori magari dicevano che ero stanco, che non ero più quello di prima. Io sapevo che non era la verità e l’ho sofferta. Poi mi sono fermato con l’Entella e sono ripartito meglio, dal Venezia in poi».

«Alvini? Dal primo giorno di ritiro aveva le idee chiare. Ci credeva anche quando noi ci credevamo un po’ meno. Arrivava in una squadra che l’anno prima si era salvata all’ultimo e, senza dirlo apertamente, ti faceva capire che aveva l’ambizione di vincere. A ottobre, quando il direttore diceva certe cose, non ci credeva nessuno. Invece avevano ragione loro. Il mister e lo staff sono stati bravissimi a gestire e preparare le partite. Il merito è di tutti: società, staff e giocatori».

«Questo è stato l’anno più bello della mia vita. A parte le vittorie, i gol e il campionato, diventare papà è la cosa più importante. Devo ancora realizzare tutto, ma non vedo l’ora. Avevo scoperto che la mia ragazza era incinta il giorno della partita col Modena, ma non potevamo ancora dirlo. Quando sono passati tre mesi non vedevo l’ora di esultare così. Appena ho segnato con l’Empoli ho preso subito la palla».

“Il futuro? Ho ancora un anno con il Frosinone, qui sono stato benissimo ma parlerò con il direttore e con la società e capiremo insieme la soluzione migliore».