Le dichiarazioni in conferenza stampa dell’allenatore giallazzurro Massimiliano Alvini dopo la vittoria per 3-0 contro la Carrarese.
Mister, in una partita come questa c’è qualcosa che non le è piaciuto della squadra?
“Dal punto di vista del campo ci sono alcune cose che analizzeremo, ma credo che oggi siamo stati fantastici. Nel primo tempo dovevamo attaccare meglio il secondo palo. Detto questo, il clima allo stadio era stupendo: il merito è della squadra ed è una vittoria importantissima perché dà continuità e fiducia all’ambiente. Non sono soddisfatto solo di qualche dettaglio tecnico, ma per il resto è stato tutto bellissimo, con le famiglie allo stadio, le sciarpe e il grande calore del pubblico”.
C’è la paura, nonostante questo campionato fantastico, di non raccogliere ciò che meritate?
“Perché dovremmo pensarla così? Io guardo solo al percorso che questa squadra sta facendo. Sarebbe un ragionamento da squadra mediocre, mentre questa è una squadra eccellente, con valori importanti. È stata costruita dal direttore Renzo Castagnini in maniera fantastica, con grande disciplina. Per questi motivi non penso in modo negativo: guardiamo avanti”.
Giocare le ultime partite in contemporanea può essere un vantaggio?
“Da romantico del calcio mi piacerebbe giocare sempre in contemporanea, anche se non è possibile. Noi abbiamo giocato in anticipo contro Padova e Palermo e non credo sia stato né un vantaggio né uno svantaggio. Possiamo incidere solo su quello che facciamo in campo. Abbiamo affrontato due partite con grande pressione, conoscendo già gli altri risultati, e siamo riusciti a vincere a Modena e anche oggi”.
Il gol di Kone può essere importante in questo finale di stagione?
“Ben durante l’anno ha avuto dei problemi fisici e anche oggi c’è ancora qualcosa che può migliorare. Sta a me e allo staff aiutarlo a crescere ulteriormente. Abbiamo bisogno di lui, come di tutti gli altri: oggi avevamo diversi assenti, ma credo che possa darci una mano importante da qui alla fine”.
Cosa sta provando in questo percorso?
“La fortuna di un allenatore è avere un direttore sportivo come Renzo Castagnini, un presidente come Maurizio Stirpe e un direttore generale come Piero Doronzo. In un contesto così le idee emergono più facilmente e acquistano valore. Forse sono stato anche più fortunato rispetto ad altri anni, ma tutto il percorso fatto mi è servito per diventare un allenatore migliore. Ora guardo avanti con fiducia: la strada è ancora lunga e voglio percorrerla dando il massimo”.









