HOMEPAGE CRONACA ALATRI, PISCINA COMUNALE CHIUSA. DI FABIO: “I LAVORI ARRANCANO”

ALATRI, PISCINA COMUNALE CHIUSA. DI FABIO: “I LAVORI ARRANCANO”

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Fabio Di Fabio, consigliere comunale di opposizione di Alatri, parla della piscina comunale: “Anche la Piscina comunale resta chiusa ed anche in questo caso i lavori “arrancano”.

Con buona pace del Sindaco e del suo vice Addesse.

Premettiamo: non consideriamo affatto efficace né opportuna la strada scelta dall’Amministrazione per riaprire la Piscina: e, cioè, quella di dirottare fondi destinati annualmente alla città per l’efficientamento energetico su un intervento sulla Piscina che non sarà affatto risolutivo né consentirà di riaprirla in tempi brevi.

Continuiamo a sostenere che l’Amministrazione non avrebbe mai dovuto consentire che la piscina si chiudesse, anche per evitare che i costi di riapertura si moltiplicassero.

Come adesso sarà possibile riaprire la Piscina, dopo oltre un anno di chiusura e con un intervento che definire “minimale” è anche poco, vorremmo saperlo dall’assessore ai lavori pubblici, Addesse. Il quale solo a Novembre scorso aveva garantito che la Piscina avrebbe riaperto nel corso di quest’anno.

Non abbiamo ancora ben capito a che punto siano arrivati i lavori cosiddetti “di efficientamento” affidati a Dicembre 2023 per un importo di € 105.256,84 oltre ad IVA; e se lo domandano in tanti che passano davanti all’impianto chiuso.
Sappiamo solo che la ditta affidataria ha ricevuto la liquidazione di € 55.179,65 (IVA inclusa) con determinazione dirigenziale del 25/3/2024 (circa il 50% delle opere): chiederemo con istanza di accesso agli atti a quali lavorazioni si riferisca la fattura pagata dal Comune.

Ricordiamo, inoltre, che l’appalto era avvenuto per affidamento diretto senza consultazione di più operatori economici (come consentito dalla legge) e con un ribasso dell’1% rispetto al progetto esecutivo.

Evidenziamo, infine, che l’affidamento prevedeva come data di fine lavori il 27/02/2024: e siamo già in ritardo di due mesi con interventi realizzati solo per il 50% (ammessa la congruità della fattura)”.