HOMEPAGE CRONACA ALATRI, PISCINA COMUNALE CHIUSA: DANNO PER I GIOVANI DELLA CITTÀ 

ALATRI, PISCINA COMUNALE CHIUSA: DANNO PER I GIOVANI DELLA CITTÀ 

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Riceviamo e pubblichiamo una nota dal consigliere comunale Pd di Alatri, Fabio Di Fabio.

“La Piscina comunale continua a restare chiusa mentre la giunta Cianfrocca è arrivata a dare un incarico legale per definire il contenzioso con il concessionario.

Quando, ad ottobre scorso, avevamo contestato l’accordo, tra comune e concessionario, per la “temporanea sospensione del contratto”, rivelatasi ben presto per quello che era, e cioè chiusura dell’impianto, ricevemmo risposte stizzite, da entrambe le parti, che a quella soluzione non c’era alternativa, vista l’impossibilità di contenere i costi energetici. E la nostra proposta di individuare fondi aggiuntivi, nel bilancio comunale, per evitare la chiusura, fu respinta con una certa dose di superficialità. Mentre altre piscine rimanevano aperte.

Ora, dall’accesso agli atti scopriamo che, sino al momento della chiusura, l’interlocuzione tra le parti verteva esclusivamente sulle richieste del concessionario di esenzione totale del canone: richieste sempre respinte dal Comune.

La dichiarata insostenibilità dei costi energetici appare, per la prima volta, solo nell’accordo di ottobre e l’incremento della bolletta è quantificato in una nota del 30 novembre scorso, con la piscina già chiusa da mesi.

E quando il Comune diffida il concessionario (17 gennaio 2023) a riprendere l’attività di gestione dell’impianto natatorio e ad ottemperare agli obblighi della concessione, la controparte risponde che, invece, è il Comune ad essere inadempiente perché la piscina presenta “gravi deficienze strutturali” e danni certificati addirittura da dirigenti comunali! 

Ed ormai è “guerra” tra Comune e Concessionario con una escalation che poteva essere evitata. E con una superficialità ed irresponsabilità inquietanti! 

Il risultato è che, come in tutte le guerre, a pagare sono quelli che non la volevano proprio: i giovani di Alatri che non hanno più una piscina dove nuotare e a rilassarsi.

Nel frattempo i costi energetici si sono sgonfiati e, forse, un contributo temporaneo del comune avrebbe evitato la chiusura della piscina”.