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Alatri, la rivolta dei macellai. E l’arrivo dei carabinieri

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Le storie di Alatri raccontate da Bruno Gatta.

Era una tranquilla domenica del 1971 ed in Piazza c’erano quelli che avevano assistito alla messa e quelli che, invece dovevano recarsi ancora in chiesa per la funzione. Chi parlava della prossima partita dell’ Alatri: speriamo che oggi Fernando Mazzocchia segni un bel gol.
Da qualche giorno in città, però c’è maretta: ai commercianti non piace la chiusura domenicale e settimanale. Soprattutto gli orafi ed i macellai. Soprattutto questi ultimi che nel centro storico erano tantissimi. I venditori di trippa e coratella sono in agitazione e minacciano lo sciopero.
Improvvisamente la tranquillità del giorno di festa per i piazzaroli e per i residenti e gli altri botteganti del centro storico viene turbata dall’ arrivo delle camionette dei carabinieri. I vigili urbani non elevarono nessuna contravvenzione ai negozianti rei di aver aperto le loro botteghe. Gli stessi macellai avevano deciso di riunirsi e chiedere al sindaco di intervenire presso la Prefettura per far cambiare il giorno di chiusura da domenica al lunedì. Anche i colleghi di campagna erano scontenti perché quando erano costretti ad abbassare le serrande, improvvisamente arrivavano gli ambulanti con colorati camioncini e musica al seguito ed alla fine della giornata avevano guadagnato la giornata ai danni di quelli stanziali che pagavano le tasse.
A quanto pare il sindaco aveva parlato con il Prefetto e quest’ ultimo non aveva autorizzato l’ apertura di domenica. Il Comune non si era preoccupato di avvisare i commercianti.
Qualche giorno dopo i negozianti si riunirono presso il Cinema Politeama per il rinnovo del direttivo.
Questi gli eletti: Ottavio Tagliaferri, Ettore Cannone, Alberto Folchi, Bruno D’Alatri, Ferruccio Igliozzi, Elio Tofani, Sisto Frusone, Franco Stirpe e Giovanni Cittadini. Per gli ambulanti: Vittorio Vinci Amedeo Fiorletta e Benito Ceci.

Bruno Gatta