HOMEPAGE CRONACA Alatri, la misteriosa scomparsa di Lazzaro Galuppi

Alatri, la misteriosa scomparsa di Lazzaro Galuppi

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Le storie della città di Alatri raccontate da Bruno Gatta 👇🏻


Forse questo nome ai più giovani non dirà nulla. E forse anche a quegli che gravitano negli “anta”. E allora lo chiameremo nel modo con cui era conosciuto da tutti e non soltanto ad Alatri: Lazzaruccio. Vi forniamo altre curiosità per individuarlo, un amore sviscerato per la Juventus, andamento lento, curvo su se stesso, religiosissimo e gran fumatore di sigarette: troncato forte e poi senza filtro.
Negli ultimi anni della sua tormentata e sofferta esistenza Lazzaruccio fu ospite della Casa di riposo Giovan Battista Lisi, ma a dire il vero ne fu ricoverato non ancora cinquantenne per un atto di carità del sindaco e del clero cittadino.
Lazzaro Galuppi era originario della zona pedemontana di Alatri, famiglia di contadini, sicuramente analfabeti e sopratutto con problemi di salute ed altro che per rispetto di quell’ anima buona che fu ometteremo.
Facciamo un passo indietro, Lazzaruccio era una persona che adesso potremmo definire “sui generis”, uno spirito libero.
Lazzaruccio ama vagare, uscire dall’ ambiente ristretto e soffocante della campagna alatrense, ci troviamo negli anni 50-60, la povertà si toccava con mano in molte realtà rurali di Alatri, in alcune di queste sono ancora evidenti i segni dei bombardamenti dell’ ultima guerra.
Se fosse un personaggio tratto da un libro di Ignazio Silone, sarebbe etichettato come un Povero Cristo, un cafone, un individuo poco intelligente. Ma Lazzaruccio è un uomo umano, forse troppo umano. E se avete pazienza lo dimostremo.
L’ uomo nei suoi tanti giri si sta recando a Fiuggi, forse per chiedere l’ elemosina quando succede qualcosa. Sicuramente un investimento che lo riduce quasi in fin di vita, viene ricoverato nella Clinica Sant’ Elisabetta dove resterà per molto tempo e non perfettamente guarito nella postura: tutti lo ricordano con quel suo incedere lento e curvo. Dopo quell’ incidente vengono avviate delle pratiche per un risarcimento che darà i suoi frutti dopo i tempi biblici della burocrazia.
Lazzaruccio così diventa un individuo errante, un nomade fino a quando come già scritto viene ricoverato nell’ ospizio di Alatri. Misteriosamente Lazzaruccio scompare una domenica mattina, verrà ritrovato dopo più di un anno quando i carabinieri di Albano Laziale lo riconsegnano Ai colleghi della Tenenza di Alatri. Ma dove dimoro’ l’ometto?
Dopo la scomparsa si pensò di tutto e di più: forse era stato derubato in quanto al momento della scomparsa aveva con sé ben 40milalire. I giornali dell’ epoca, siamo nel 1963 parlano della sua scomparsa, vengono pubblicate foto e così faranno le forze di polizia. Ad Alatri si parla di lui, due persone dichiarsrono di avero incontrato a Roma, qualche giorno dopo un uomo della sua età verrà rinvenuto cadavere nel Tevere e si pensa a lui. Ma non è così. Alcune persone giurano di averlo visto chi a Collelavena chi a Guarcino, Fiuggi, Frosinone e Genzano.
Dopo più di un anno misteriosamente come quando spari Lazzaruccio ricompare accompagnato dai carabinieri di Albano Laziale nelle mani dei colleghi di Alatri. Tutto bene quel che finisce bene, ma dov’è dimoro’ Lazzaruccio in poco più di un anno? Forse ospite di una famiglia di contadini in provincia di Perugia. Ma come. Ci arrivò nel capoluogo umbro e come si reco’ ad Albano Laziale?
Ma soprattutto chi era questo simpatico ometto che aveva sul comodino della sua cameretta un altarini con candele, santini e bella sdrucita valigia decine di cravatte multicolori? Una cosa é certa, sicuramente riscosse il premio assicurativo per l’incidente, aveva quindi disponibilità economiche e in più si recava in giro per le campagne alatrensi chiedendo cibo, seppur come dichiarato dal personale dell’ ospizio Lisi Lazzaruccio mangiava. Come spendeva i suoi soldi? Faceva dire le messe agli ospiti deceduti dell’ ospizio. Insomma una persona generosa.
In conclusione della storia di Lazzaruccio, un buon cristiano conosciuto e rispettato da tutti, anche se guai a toccarli la sua Juventus. Lazzaruccio fu protagonista dell’ apprezzata matita di Arnaldo Capone nel suo splendido calendario che ritrae personaggi indimenticabili di Alatri.
Se volete sapere, Lazzaruccio ora è in paradiso perché i cuori difficili non possono non stare al cospetto di Dio

Bruno Gatta