Un altro ” personaggio” di Alatri da non dimenticare è sicuramente il ragioniere Ermanno Squilla.
Dotato di tecnica sopraffina nel costruire pregiati strumenti musicali, insomma un Liutaio di indubbia classe tanto da vantare consesi e apprezzamenti da musicisti non solo italiani.
Nato nel 1910 e morto nel 1992 Squilla, come veniva anche apostrofato dai giovinastri tra cui anche io, viveva in via del Calasanzio con le sue sorelle Elena ed Edvige bravissime e precise sarte. Insomma tre, tra uno scapolo e due zitelle come si usava dire un tempo.
Si raccontava in Piazza che Ermanno Squilla nel ventennio fosse stato fascista per poi diventare comunista dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Anche per questo veniva preso in giro dagli amici. Aveva un modo tutto particolare di esprimersi, sia con gli amici che con coloro con cui si relazionava per diversi motivi. Bravo pescatore e impiegato presso il Liceo Artistico di Frosinone, e come già scritto famoso e apprezzato liutaio.
Nel 1963 il ragioniere Ermanno Squilla fa parlare di se: assistito dall’ avvocato Gerardo Galella cita in giudizio davanti il Tribunale civile la Rai Tv.
Squilla rivendica la paternità di una rubrica televisiva.
Il 23 luglio del 1959 sottopose alla Commissione direttiva per i programmi televisivi l’ opportunità di mandare in onda un programma costituito da gare tra nazioni (non il celeberrimo Giochi senza frontiere), avente come finalità l’ erigere a Roma un monumento intitolato a Guglielmo Marconi.
Il 7 agosto la Rai rispondeva al ragionier Squilla che il programma non poteva essere attuato.
Conoscendo Ermanno immaginiamo come accettò questo diniego. Lo immaginiamo in Piazza con l’ inconfondibile timbro che commenta la decisione di Mamma Rai, e sopratutto i commenti degli amici.
Il 26 settembre del 1963, quindi più di tre anni dopo la Rai Tv manda in onda una rubrica che stando al ragionier Squilla sarebbe identica a quella ideata da lui. Il programma in questione era ” Gran Premio” una gara a squadre fra le regioni italiane e condotta dall’ attrice Lina Volonghi e il comico genovese Gilberto Govi.
Ermanno Squilla asseriva che si era di fronte ad un plagio.
Chissà come andò a finire la causa tra il nostro liutaio e la Rai Tv.
“Ermanno era una brava persona e amico di mio padre Bruno – ci racconta Mauro Macciocca, figlio di Bruno Bullone. Valenti musicisti usavano gli strumenti realizzati da lui. Si faceva accompagnare da mio padre nell’ acquisto dei più pregiati legni: abete, mogano, viole, archi, contrabbassi e violoncelli”
Bruno Gatta










