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Alatri – Frosinone, Avere addosso l’arte. Quella di Roberta Fanfarillo

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“Averti addosso come una camicia”. “Averti addosso come un giorno di sole a metà di maggio”.
Avere addosso un capo iconico che racconta l’incontro tra moda, arte e sentimento, trasformando un essenziale del guardaroba in una vera e propria opera d’arte da indossare.

Il bianco assoluto della camicia diventa una superficie viva, una tela che accoglie il gesto artistico in un dialogo raffinato tra illustrazione e minimalismo. In fondo il genio creativo è lo stesso: lo stilista realizza il capo con la stessa passione con cui il pittore getta il colore sulla tela.
Nel lessico contemporaneo dell’eleganza la camicia bianca è da sempre un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole.
“𝗖𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶𝗲 𝗱’𝗔𝘂𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲” è quella pronuncia che nasce dall’arte della pittrice Roberta Fanfarillo e dall’eleganza di 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶.

Un fiore, è bastato un fiore sbocciato nella mente dell’artista Roberta Fanfarillo a trasformare un capo. Fiori che esprimono una grazia unica.
Non mostrano nettamente i bordi e lasciano così a chi li indossa di completarne la visione.
Una semplificazione della forma. Tramite l’ingrandimento, dove il tutto viene ridotto all’essenziale.
Fiori in cui l’artista trova riflessa la bellezza, i colori e la freschezza della vita e, al tempo stesso, il senso di caducità a cui tenta di resistere e che, dipingendolo esercizza.

Ogni pezzo è unico, perché ogni intervento pittorico racconta un gesto irripetibile.
Capi che nascono da una tensione costante: quella tra la leggerezza visiva del segno e la densità concettuale del suo discorso. È un’arte che parla sottovoce, ma che lascia un’eco profonda.

In tutto questo c’è dello straordinario. Come un fiore che nasce, un miracolo che si ripete, avere addosso l’arte, l’eleganza e la primavera.

Monia Lauroni