Intervista al candidato sindaco di Fdi On. Antonello Iannarilli sulle prossime elezioni amministrative di Alatri.
Onorevole Iannarilli, una nuova discesa in campo per la corsa a sindaco di Alatri. Quanto sarebbero necessari per lei trentasei anni di esperienza per governare una città complessa come Alatri?
“Credo che oggi Alatri abbia bisogno di esperienza, capacità amministrativa, conoscenza del territorio e rapporti istituzionali. Trentasei anni di attività politica e amministrativa, durante i quali ho ricoperto ruoli di responsabilità a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, rappresentano un patrimonio di conoscenze e relazioni che intendo mettere ancora una volta a disposizione della mia città. Non considero la mia esperienza un titolo che mi garantisca qualcosa, ma uno strumento concreto per affrontare i problemi e individuare le soluzioni. Amministrare una città come Alatri non significa soltanto occuparsi della gestione quotidiana. Significa avere una visione, saper programmare, intercettare finanziamenti e dialogare con tutte le istituzioni. Da oltre dieci anni ritengo che Alatri abbia perso parte della centralità politica e istituzionale che storicamente le apparteneva. La nostra città deve recuperare un ruolo significativo nei luoghi in cui si assumono le decisioni importanti per il territorio. Alatri deve tornare a contare in provincia, nella Regione Lazio e nei rapporti con il Governo nazionale. Ma c’è un altro aspetto al quale tengo particolarmente: la mia esperienza deve servire anche a favorire la crescita di una nuova classe dirigente. Credo nei giovani, nelle loro capacità e nella necessità di accompagnarli verso responsabilità amministrative e politiche sempre maggiori. Alatri in passato ha saputo esprimere rappresentanti nelle istituzioni provinciali, regionali e nazionali. Vorrei contribuire a creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano avere le stesse opportunità. Non mi interessa una candidatura fine a sé stessa. Mi interessa partecipare alla costruzione di un progetto per il futuro della città. L’esperienza acquista valore quando viene messa al servizio della comunità e trasmessa alle nuove generazioni”.
Il quadro è ovviamente mutevole, ma stiamo ai fatti: dopo il suo annuncio, sempre dal centrodestra, è arrivata la candidatura dell’attuale vicesindaco, in quota Lega, Roberto Addesse. Pensa che le primarie siano la soluzione?
“Parto da una considerazione: il centrodestra ad Alatri deve lavorare per presentarsi unito alle prossime elezioni amministrative. Ho rispetto per Roberto Addesse, per il suo ruolo di vicesindaco e per le legittime aspirazioni di chiunque voglia mettersi a disposizione della città. Tuttavia, credo che il punto di partenza non debba essere una competizione tra persone, ma la costruzione di un progetto politico e amministrativo condiviso. Prima dobbiamo confrontarci sul programma, verificare ciò che è stato realizzato dall’attuale amministrazione, individuare gli interventi ancora da completare e, soprattutto, ascoltare la popolazione per comprendere quali siano le esigenze e le aspettative per il futuro. Soltanto dopo si dovrà individuare la persona che possa rappresentare l’intera coalizione, sulla base di un confronto serio tra le forze politiche. Non ho paura del confronto, né del giudizio dei cittadini. Ritengo però che le forze politiche abbiano prima di tutto la responsabilità di cercare una sintesi. Il confronto interno al centrodestra non deve trasformarsi in una contrapposizione personale. Al centro devono esserci il programma, la città e i suoi cittadini. Le ambizioni personali devono venire dopo gli interessi della comunità. Sono disponibile a un confronto aperto con tutte le componenti della coalizione, nella convinzione che il rispetto reciproco e la condivisione degli obiettivi siano indispensabili per affrontare il prossimo appuntamento elettorale”.
Se dovesse essere sindaco, lavorerebbe in continuità con l’amministrazione Cianfrocca o no? Quali sono secondo lei le tre priorità per Alatri?
“Ritengo che il confronto con il sindaco Maurizio Cianfrocca sia non soltanto importante, ma indispensabile. Cianfrocca ha guidato l’amministrazione comunale in questi anni, affrontando le responsabilità e le difficoltà che comporta il governo di una città complessa come Alatri. La sua esperienza, la conoscenza delle questioni amministrative e dei progetti avviati rappresentano elementi dai quali non si può prescindere. Per questo considero fondamentale un confronto diretto e costruttivo con lui e con l’intera amministrazione, per verificare quanto è stato realizzato, quali interventi devono essere completati e quali nuove esigenze sono emerse. Non credo nella politica che cancella il lavoro precedente. Occorre valorizzare ciò che è stato fatto, individuare ciò che può essere migliorato e costruire, attraverso il dialogo, una prospettiva condivisa. Quanto alle tre priorità, preferisco non anticipare oggi un elenco di proposte deciso a tavolino. Il programma per il futuro di Alatri dovrà nascere dal confronto con l’attuale amministrazione, con tutte le forze politiche della coalizione e soprattutto con la popolazione. Vogliamo ascoltare i cittadini, i giovani, le associazioni, le attività produttive, i professionisti e tutte le realtà del territorio, dal centro storico alle frazioni. L’obiettivo deve essere quello di unire esperienza, rinnovamento e partecipazione, nell’interesse di Alatri e dei suoi cittadini”.
Dal fronte opposto non sembra che le idee siano più chiare, anzi. Facciamo un po’ di fantapolitica: come vede gli schieramenti ai nastri di partenza e chi saranno i candidati a sindaco?
“Fare oggi nomi e previsioni sarebbe prematuro. La politica è in continua evoluzione e da qui alle elezioni potranno verificarsi cambiamenti e nuove aggregazioni. Credo che anche nel centrosinistra sia in corso una riflessione sulle alleanze e sulle candidature. È una dinamica normale quando ci si avvicina a un appuntamento amministrativo importante. Personalmente, però, preferisco concentrarmi su quello che deve fare il centrodestra. La nostra coalizione ha una storia importante ad Alatri e deve lavorare per elaborare una proposta amministrativa condivisa. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio a causa di questioni personali o contrapposizioni interne. Auspico un confronto costruttivo tra le forze politiche e le realtà civiche interessate a contribuire al futuro della città. Vorrei che in questo percorso trovassero spazio persone di esperienza, giovani, professionisti, rappresentanti delle attività produttive e cittadini che abbiano voglia di impegnarsi. Una cosa, però, voglio dirla chiaramente: non considero questa fase una semplice competizione per una carica. La considero un’occasione per mettere insieme persone, esperienze e competenze al servizio di Alatri. Ho dedicato trentasei anni della mia vita all’impegno politico e istituzionale, cercando di essere sempre disponibile nei confronti delle persone, senza distinzioni di appartenenza politica. Credo che la politica debba essere soprattutto servizio, disponibilità e capacità di ascolto. Se ci saranno le condizioni per costruire un progetto unitario e condiviso, sono pronto a dare ancora il mio contributo, con la stessa determinazione di sempre. Perché Alatri non deve limitarsi alla gestione dell’ordinario: deve tornare a essere protagonista delle scelte che riguardano il suo futuro”.










