HOMEPAGE CULTURA ALATRI – CONVERSANDO: LA BARBA E LE VESTI DEI PADRI CAPPUCCINI

ALATRI – CONVERSANDO: LA BARBA E LE VESTI DEI PADRI CAPPUCCINI

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Con un amico, passeggiando nello spiazzo del Convento dei Cappuccini, ci chiedevamo come mai non ci fossero quasi più i nostri francescani, finchè egli mi ha chiesto se sapessi il motivo per cui i frati Cappuccini portassero la barba ed un diverso tipo di saio rispetto agli altri. È una lunga storia ma ho tentato di raccontarla senza tediare troppo.

Dopo la morte di San Francesco si fece difficile l’equilibrio fra le prescrizioni della Regola, pensata per un gruppo di poche persone, e il successo straordinario dell’ordine francescano. Fu soprattutto la questione della povertà e dell’interpretazione da dare alla Regola medesima e al Testamento di Francesco a creare le maggiori lacerazioni.

Gregorio IX, in un tentativo pacificatore, con la bolla Quo elongati del 1230 era intervenuto togliendo valore giuridico al Testamento, e istituendo nel contempo la figura dei nunzi per ricevere le offerte dei benefattori e amministrarle. Tuttavia i contrasti sulla questione della povertà non si appianarono e portarono alla contrapposizione fra i frati più moderati, che ritenevano non incompatibile il possesso di beni da parte dell’ordine, e i rigoristi che volevano l’osservanza più stretta del voto di povertà, nei singoli e nella comunità. Inutile fu il tentativo di Niccolò III che, con la bolla Exiit qui seminat del 1279, per difendere i Mendicanti dagli attacchi del clero secolare, ricorreva all’espediente dell’usus pauper: era cioè consentito ai frati l’uso ma non il possesso dei beni, di cui la Chiesa avocava a sé la proprietà. I frati che condividevano questa interpretazione della Regola si dissero Conventuali, gli altri, che erano invece contrari anche a questa forma di possesso indiretto, presero il nome di Spirituali. Dalla metà del XIV secolo, coloro che continuavano a propugnare un’interpretazione rigorosa della regola, pur senza entrare in urto con l’autorità ecclesiastica, presero il nome di Osservanti; al movimento dell’Osservanza diedero grande prestigio l’adesione di San Bernardino da Siena ed altri, tanto che gli Osservanti finirono per prendere il sopravvento sui Conventuali. Più tardi dagli Osservanti della Marca d’Ancona si staccarono i Cappuccini, per desiderio di un rigore maggiore e di una più decisa fedeltà alle origini; essi si aggiunsero agli Osservanti e ai Conventuali come la terza e ultima in ordine di tempo delle famiglie autonome del primo Ordine di San Francesco, e vennero approvati da Clemente VII con la bolla Religiosis zelus del 3 luglio del 1528.

L’Ordine, perciò, si compone ora di tre famiglie: dei frati semplicemente Minori, dei frati Minori Conventuali e ordine dei frati Minori Cappuccini. Il secondo è quello delle Clarisse, il terzo quello dei cosiddetti terziari.

Francesco aveva scelto per i suoi frati un abito al di fuori della tradizione monastica, rispondente soltanto alla prescrizione evangelica di povertà: i frati professi ricevevano una tonaca senza cappuccio ed un’altra con cappuccio, rafforzata al massimo con della stoffa di sacco – una veste simile a quella indossata dai contadini e dai poveri – trattenuta da un cingolo fermato da nodi, e delle brache; solo in caso di necessità erano previsti calzari. Quindi all’inizio il colore fu molto variabile, con tutte le sfumature del marrone e del grigio. Oggigiorno i Minori Conventuali indossano il saio nero e le scarpe, i Minori il saio marrone e i sandali senza calze; i Cappuccini si diversificano dai Minori per il fatto che hanno il cappuccio più lungo ed aguzzo e le cuciture a vista, inoltre portano la barba come i nostri cari padri di Alatri.

Patrizio Minnucci