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Alatri – Comitato San Benedetto: “Pretendiamo fin da subito che vengano rispettate quelle promesse di potenziamento”

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Dopo un’attenta riflessione comune, anche il Comitato San benedetto vuole dire la sua sul nuovo atto aziendale provinciale che riorganizza gli ospedali della Ciociaria e lo fa attraverso un comunicato stampa emesso dal proprio direttivo nelle persone di Alfio Palmisani, Tiziano Latini e Monica Tullio.
Dopo la riunione di veneri dieci il comitato, sempre più compatto e forte, visti i recenti fatti e le dichiarazioni lette sui quotidiani locali e sui social diramate dalla nostra amministrazione prendiamo atto della rottura unilaterale della collaborazione tra il nostro comitato ed il sindaco Morini dopo che per mesi abbiamo viaggiato insieme verso un interesse comune che è quello della difesa del nostro diritto all’assistenza sanitaria non garantita a nostro parere da questo atto aziendale troppo limitato e carente per essere considerato strumento garante di tale diritto.
Siamo veramente rimasti spiazzati e molto delusi dalle dichiarazioni del sindaco Giuseppe Morini la cui opinione in un solo giorno è passata dalla brutale e condivisa contestazione del documento redatto dalla Dottoressa Mastrobuono e dal suo staff durante la seconda conferenza dei sindaci, rivelatasi comunque un’enorme farsa, per arrivare poi alle grida di vittoria il giorno seguente palesando l’imminente potenziamento dell’ospedale di Alatri.
Non ci è piaciuto il non riconoscimento dell’importanza del lavoro svolto dal comitato definito dal sindaco come semplice spalla alla sua figura istituzionale quando sappiamo tutti benissimo che siamo stati fin da subito il vero motore della lunga protesta e spesso l’unico vero collegamento con la popolazione spesso lasciata allo scuro di quanto succedeva nelle stanze del potere.
Ci teniamo a chiarire con l’onestà incontestabile che ci contraddistingue da sempre che ad oggi il San Benedetto di Alatri non è più un ospedale indipendente, esso infatti, a seguito del suo accorpamento con lo Spaziani di Frosinone ha perso la sua autonomia diventando a tutti gli effetti una succursale del nosocomio di Frosinone. Per tanto un atto che riduce ulteriormente il numero di ospedali della Provincia da quattro a tre, tenendo conto della vastità di essa e della natura geografica ci chiediamo come possa essere considerato questo un atto migliorativo.
L’atto sembra prevedere (sembra perché veramente è poco chiaro e forviante in alcuni punti) il ripristino di alcuni reparti, questo non ci convince affatto in quanto tra le cose che ci lasciano a dir poco perplessi sono la presenza di un reparto di chirurgia senza una rianimazione, oppure ortopedia la cui riapertura fino ad oggi sempre dichiarata dalla dirigenza impossibile vista la carenza di personale infatti tutto lo staff medico che costituiva il reparto di ortopedia assunto ad Alatri da tempo è stato trasferito a Frosinone per sopperire ai problemi dello Spaziani.
Carenza di personale che distingue tutti i reparti di tutti gli ospedali, destinata nell’immediato futuro addirittura a peggiorare visti gli imminenti pensionamenti di alcuni dottori che porteranno molto probabilmente ad ulteriori spostamenti di ulteriore personale medico da Alatri a Frosinone.
Il comitato assicura che resterà comunque vigile ed attivissimo, sono già state messe in cantiere nuove iniziative di informazione e di protesta che si succederanno da qui al prossimo anno sperando di non trovare sulla nostra strada nuovi ostacoli per una lotta che si prevede ancora più dura ed aspra senza esclusione di colpi.
La prima cosa che pretendiamo fin da subito che vengano rispettate quelle promesse di potenziamento con la realizzazione di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria alla struttura che ad oggi presenta un degrado progressivo che va dall’insegna luminosa non attiva, la sporcizia, alberi con rami spezzati e in pericolo caduta, la segnaletica orizzontale inesistente, l’erba alta ricettacolo di animali, tombini e marciapiedi fatiscenti. Un cenno particolare va alla mancata funzionalità dei sistemi di sicurezza posti in opera ormai da molti mesi ed ancora non attivati come le porte tagliafuoco e l’impianto antincendio.
Il comitato si attiverà fin da subito a far rispettare tutte le promesse, da oggi la politica alla luce dei fatti e delle dichiarazioni non si potrà più nascondere dietro la figura del direttore sanitario di turno ma così facendo indirettamente ha messo sul tavolo le proprie responsabilità e certamente saremo pronti a rimarcarle ogni volta che ce ne sarà bisogno.
Rispettare le promesse e attivare in brevissimo tempo la parte dell’atto aziendale che prevede l’apertura dell’unità complessa di chirurgia, le unità operative semplici di terapia intensiva, attivare immediatamente i reparti di fisiatria, ortopedia, cardiologia e tutto ciò che è previsto nella tabella denominata U.O.C. E U.O.S.D. OSPEDALIERE a pagina 107 dell’atto aziendale, tabella che lascia spazio ad alcune interpretazioni che andranno risolti quanto prima. Riteniamo necessario e urgente calendarizzare tutti questi provvedimenti da qui a poche settimane.
Abbiamo anche appreso sui social l’intenzione dell’amministrazione e più nello specifico nella persona del consigliere e amico Maurizio Maggi di organizzare un incontro pubblico per illustrare e discutere l’atto aziendale ed il futuro della nostra sanità, speriamo nel doveroso coinvolgimento del Comitato San Benedetto e dell’attivissimo Coordinamento Provinciale invitando a non ridurre il tutto ad un semplice e poco costruttivo dibattito elettorale.
Sperando di continuare ad avere il seguito della gente fin qui in costante crescita, comunichiamo che tutto il comitato continuerà a lottare nell’interesse di tutti per arrivare ad avere un giorno anche nella Provincia di Frosinone una sanità in grado di rispondere alle reali esigenze di un territorio che vede sempre più spesso i propri malati dover emigrare verso strutture più attrezzate fuori Provincia e fuori Regione.