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Alatri – Ciao Gianni, oggi è l’8 settembre la tua festa. Salutaci da lassù

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Eccoci arrivati all’8 settembre, la tua festa Gianni… inutile dire il contrario o far finta che  questa ricorrenza della Madonna della Libera di Alatri non veniva identificata con il tuo nome vicino.

Per anni hai allietato la serata con le tue canzoni, il tuo classico concerto fatto di repertorio di canzoni vaste anni ’60-70-80 e che i tuoi fan aspettavano con trepidazione già dai giorni precedenti alla festa.

Quest’anno però tutto questo purtroppo non sarà possibile, ma non per colpa di questo insistente virus che ci sta contringendo a cambiare le nostre abitudini, ma per colpa della tua improvvisa assenza avvenuta proprio nei giorni di inizio di questa pandemia. Non averti potuto dare l’ultimo saluto è stata una cosa che ha lasciato dispiacere nell’animo di chi ti voleva bene e non poter avere la possibilità di vederti su quel palco della Piazza Santa Maria Maggiore oggi lo lascia ancor di più. Lascia quel senso di smarrimento che appena arriverà la sera non potrà che arrivare alla mente dele persone che si recavano in piazza per assistere al tuo spettacolo. Si, spettacolo perchè di quello si trattava perchè tu lo rendevi tale. Eri lo svago e la spensieratezza dell’8 settembre, la fiera delle cipolle. Ecco, meglio di chiunque altro incarnavi questo giorno di festa, lì Gianni svestivi i panni di semplice cittadino e diventavi la star. Un animale da palcoscenico. Ti trasformavi nel look e nell’animo e diventavi per più di due ore la persona che più di chiunque altro riusciva a strappare un sorriso a chi si riversava in massa per ascoltare le sue canzoni.

Non c’era concerto dell’8 settembre dove non ti preparavi a puntino, doveva essere tutto perfetto nei giorni precedenti il live e durante il live stesso. Si scherzava, si rideva nei giorni che precedevano il grande giorno ma quando si era nei pressi dello stesso entrava in campo la serietà e tutto doveva filare liscio come l’olio. Non volevi lasciare nulla al caso. Verso la tua gente volevi essere perfetto. Volevi regalare uno spettacolo degno di essere vissuto. Volevi che la gente se ne andasse via con il sorriso una volta spente le luci del palco. Volevi che il tuo pubblico si ricordasse di te. E lo sapevi fare alle perfezione.

Oggi su quel palco mancherai, ma grazie al ricordo che hai lasciato ci sentiremo meno soli quando arriverà la sera e non ti troveremo su quel palco a cantare.

Ciao Gianni, salutaci da lassù.

Articolo a cura di Massimo Papitto