HOMEPAGE APPUNTAMENTI Al Chiostro di Sant’Agostino L’Altra Veroli. Quella di Massimo Terzini

Al Chiostro di Sant’Agostino L’Altra Veroli. Quella di Massimo Terzini

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Geometrie surreali, improbabili e volontà di armonia o di tensione. L’esplorazione dei luoghi simbolo come medium creativo che si sgretolano e riprendono forma nei prati, nelle rocce, nel vento, nel sole e nel tempo.
Quella di Massimo Terzini, esposta nel Chiostro agostiniano, non è solo Veroli: è L’Altra Veroli.
Un esperimento grafico, complesso e astratto orchestrato in maniera perfetta, quasi reale. E di reale c’è tanto, talmente tanto da indurre la mente a ‘riordinare’ i pezzi per poi rendersi conto che L’altra Veroli, è più Veroli della Veroli stessa. Quella reale. Quella che ci scorre intorno immobile.
Sono chiese che camminano, monumenti che si spostano, pascoli che brulicano su calendari romani. Montagne di cielo e sabbia, barche deserte in Santuari che non aspettavano altro che mare.
Quello di Massimo Terzini è un ‘gioco’ pericoloso, al limite dell’immaginazione e dell’armonia che pur separata dal reale, rinasce sotto le stesse forme unite insieme in maniera perfetta. C’è una logica in questo gioco: quella di non averne alcuna. Eppure scompiglia la mente, turba e consola, affascina e nega.
Aggrapparsi a quelle nuvole che sorreggono pezzi di storia o bagnarsi in quei mari che abbracciano pietre, le nostre pietre, sembra essere l’unica via di fuga da quelL’Altra Veroli. Quella che affascina al punto di restarci impigliati, ma che è solo un miraggio nella mente di un Genio. O forse no.
Monia Lauroni