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Alatri, Addesse rilancia la candidatura a sindaco: “Pronto anche alle primarie”

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Il vicesindaco di Alatri guarda alle comunali e chiede che la sua esperienza venga valorizzata nella scelta del candidato del centrodestra. Sul metodo apre alle primarie: «Non chiedo investiture imposte».


Vice sindaco Addesse, l’atteso annuncio della sua candidatura è arrivato. Quali sensazioni e come ha maturato questa scelta?

La decisione di ufficializzare la mia disponibilità alla candidatura a sindaco di Alatri nasce dal senso di responsabilità verso la Città e dall’esperienza maturata in questi anni. È una scelta che prende forma anche grazie alle tante manifestazioni di fiducia e sostegno ricevute dai cittadini, e dalla convinzione di poter mettere a disposizione competenza, concretezza e capacità amministrativa. La prima ragione è il bilancio di questi anni di governo. Voglio ringraziare il sindaco Maurizio Cianfrocca per il lavoro svolto insieme a tutta la squadra. Purtroppo, ha deciso di non ricandidarsi e credo che Alatri perda l’opportunità di proseguire un percorso amministrativo che ha prodotto risultati importanti. Su questo voglio essere molto chiaro: che ne dica qualcuno, i risultati ottenuti sono tanti e non possono essere cancellati dalle polemiche o dalla convenienza politica. Sono state realizzate opere, intercettate risorse e avviati progetti importanti. Naturalmente, molto resta da completare, ma un giudizio serio deve partire dai fatti, non dalla necessità di sminuire il lavoro degli altri.

Da vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, quanto conta l’esperienza maturata in questi anni e quale ruolo hanno avuto il rapporto con i cittadini e le manifestazioni di sostegno ricevute?

Da vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici ho condiviso responsabilità, difficoltà e risultati. Conosco il lavoro che c’è dietro ogni intervento e le complessità dell’amministrare. Ritengo quindi che l’esperienza acquisita rappresenti un valore da mettere a disposizione della Città. Un’altra ragione è il rapporto con i cittadini. In queste settimane ho ricevuto numerose manifestazioni di sostegno, che considero una responsabilità da onorare. Non mi sono mai sottratto al dialogo, nemmeno nei momenti difficili e quando, per usare un’espressione ironica, c’è stato da prendersi qualche “schiaffo”. Amministrare significa ascoltare le critiche, riconoscere gli errori e assumersi le proprie responsabilità, ma anche difendere il lavoro svolto quando i fatti danno ragione. Infine, c’è la volontà di costruire una proposta politica forte e condivisa. La mia candidatura non è una rivendicazione personale, ma una disponibilità concreta che metto sul tavolo del centrodestra. L’esperienza non è un diritto acquisito, ma non può neppure essere ignorata. Il candidato sindaco va scelto in base al merito, alla capacità di amministrare e alla credibilità del progetto, non soltanto agli equilibri tra partiti. Sono pronto a dialogare con tutti gli alleati, e ricordo l’importanza delle liste civiche, che sono una componente fondamentale della forza e della capacità di governo della coalizione. Alatri ha bisogno di una squadra preparata, di obiettivi chiari e di persone che conoscano la macchina amministrativa e sappiano assumersi responsabilità. È su questo terreno che intendo misurarmi. 

Nel centrodestra sono già emerse altre candidature: Fratelli d’Italia propone Iannarilli, mentre Forza Italia potrebbe puntare su un nome femminile. Come valuta questi scenari?

È legittimo che Fratelli d’Italia proponga Iannarilli e bisognerà anche seguire i nuovi sviluppi in Forza Italia, che andranno, ovviamente, valutati, anche se, spero, che mio fratello Bruno possa tornare sui suoi passi perché in poco tempo ha cominciato a gettare delle solide basi al circolo cittadino di Forza Italia, e non è poco. Elementi che meritano rispetto, ma ora bisogna andare oltre la conta dei nomi e capire quale candidatura possa rappresentare al meglio la coalizione e garantire ad Alatri una proposta amministrativa credibile.

Lei ha aperto alla possibilità delle primarie. Quale metodo può permettere di trovare la quadra e garantire l’unità del centrodestra?

Sono pronto a mettermi in gioco anche attraverso le primarie. Ho aperto a questa possibilità perché credo che, se non si trova una sintesi al tavolo politico, sia giusto valutare strumenti trasparenti e condivisi. Possiamo considerare le primarie, sondaggi d’opinione seri oppure un accordo tra le forze della coalizione. L’importante è individuare insieme un metodo chiaro e coerente, che consenta di compiere una scelta autorevole e nell’interesse di Alatri. C’è un punto fondamentale. La scelta non può prescindere da una valutazione concreta del lavoro svolto dall’Amministrazione Cianfrocca. La decisione del sindaco di non ricandidarsi non cancella i risultati raggiunti né rende irrilevante l’esperienza di chi ha amministrato al suo fianco. Sarebbe un errore ripartire come se questi anni non avessero lasciato nulla. Conosco il lavoro fatto, le questioni ancora aperte e le responsabilità che comporta guidare il Comune. Per questo chiedo che la mia candidatura venga valutata per ciò che può offrire, senza pregiudizi e sulla base delle competenze e dei risultati. L’unità del centrodestra è fondamentale, ma deve essere il frutto di una scelta condivisa e motivata, non un semplice accordo tra sigle. Io ci sono e sono pronto a misurarmi con gli altri candidati sulle idee, sull’esperienza e sulla capacità di amministrare. Non chiedo investiture imposte, ma credo che il lavoro svolto debba essere riconosciuto e valorizzato. Il centrodestra ha l’opportunità di presentarsi unito con un progetto concreto, capace di dare continuità ai risultati raggiunti e di completare ciò che resta da fare. È questa la proposta che voglio contribuire a costruire, mettendo Alatri e l’interesse dei cittadini al primo posto.