Le storie di Alatri raccontate da Bruno Gatta:
Il 27 maggio del 1970 la stampa locale pubblica una notizia sensazionale per la città: un Liceo scientifico anche ad Alatri. La città avrà il suo Liceo scientifico statale e le lezioni inizieranno già dal successivo mese di ottobre, all’apertura ufficiale di tutte le scuole.
Una notizia, come dicevamo, sensazionale per Alatri, per i suoi trascorsi culturali che avevano plasmato, nel Liceo classico Conti Gentili, giovani, molti dei quali diventati uomini illustri in ambito nazionale.
La notizia venne ufficialmente comunicata dall’allora ministro democristiano della Pubblica istruzione, onorevole Riccardo Misasi, titolare del dicastero dal 1970 al 1972. Il dottor Picano fu a riceverla e a comunicarla al consigliere comunale di Alatri, professor Raffaele Scerrato.
L’annuncio rappresentò per Alatri un prosieguo, un rinverdire dell’attività formativa locale e dei comuni viciniori, che avrebbe dato la possibilità a centinaia di giovani studenti di frequentare questa disciplina senza dover più effettuare spostamenti in autobus, con conseguente dispendio di risorse finanziarie per le famiglie.
Dopo l’ottenimento di una sezione staccata dell’Istituto professionale femminile, Alatri poteva contare su un’offerta formativa, all’epoca, abbastanza corposa: oltre alle scuole materne, elementari e medie, il glorioso Liceo classico, il magistrale, l’avviamento professionale e l’istituto tecnico.
Un merito, oltre a quello «politico», venne ascritto all’allora preside del Classico, professor Alessandro Sarandrea, meglio conosciuto come Sandrino. Il docente si fece interprete di un’instancabile opera presso le autorità preposte, di concerto con l’amministrazione comunale e i responsabili delle altre scuole.
Ovviamente, nell’immediato, operò solamente la prima classe del Liceo scientifico di Alatri, che rimase per un po’ di tempo come succursale del Giovanni Sulpicio di Veroli, presieduto dal professor Maioli.
Se l’annuncio fu salutato con soddisfazione dalla popolazione di Alatri e dei comuni limitrofi, la stessa cosa non avvenne nella città di Ferentino, che ambiva anch’essa a ospitare una sede dello Scientifico.
Ferentino non aveva mai digerito l’elevazione di Frosinone a capoluogo della Ciociaria — eppure erano trascorsi 43 anni —, figurarsi questo ennesimo smacco.
Le cronache del tempo riportano commenti aspri: «Vibranti proteste dei ferentinati»; «Alatri l’ha spuntata su Ferentino»; «Il Liceo scientifico non funzionerà con il prossimo anno scolastico a Ferentino, ma nella cittadina limitrofa»; «I nostri giovani dovranno rinunciare a un nuovo corso di studi confacente e così dovranno continuare a fare i pendolari».
Le aspettative di Ferentino erano notevoli. Ci stavano lavorando seriamente da anni e, in più, la città gigliata poteva vantare ben due sezioni del Liceo classico, contro una sola di Alatri.
Insomma, i ferentinati non la presero bene. Parlarono di opportunismo politico, ma non contestarono nulla agli amici di Alatri. Essi, si legge sempre nelle cronache, «hanno la fortuna di essere ben rappresentati a tutti i livelli, al contrario della nostra gente, capace solo di portare voti ai forestieri».
Ma tornando all’istituendo nuovo corso di studi, nel mese di ottobre del 1970 iniziarono le lezioni della prima classe del Liceo scientifico di Alatri, succursale del Giovanni Sulpicio di Veroli.
All’inizio, la sede fu ospitata in alcuni locali situati in piazza Regina Margherita, poi nel palazzo Conti Gentili — dove adesso insiste l’Ufficio Anagrafe —, per trasferirsi successivamente al terzo piano dello stesso stabile.
Qualche «pioniere» ricorda che le aule ballavano e che le finestre di legno, con le loro fessure, lasciavano entrare l’aria fresca proveniente dalle montagne degli Ernici.
«All’inizio dell’anno scolastico 1970-71 — ricorda Fabio Gatta, uno dei futuri diplomati — eravamo in 31; di questi, solo 12 si diplomeranno. Gli esami, ovviamente, non si svolgevano in sede, ma a Veroli.
Diversi gli insegnanti che si susseguirono: la professoressa Nazarena Ceccarelli (Fiorletta), credo al secondo anno, poi Amalia (Lia) Corona, Gianni Quadrozzi, Gaspare Gemma e Giovanna Botondi di matematica, Carinci, Paoletto Cittadini e Oreste Tofani insegnanti di filosofia, Adalberto Rossi (Abbacchioz) e Ninotto Ciarrapica, entrambi di educazione fisica. E il professor Cianfrocca (Scardacin)! E come dimenticare il caro don Peppino Fanfarillo».
Fabio non ricorda benissimo i nomi di tutti gli insegnanti. È trascorso circa mezzo secolo dall’inizio della prima lezione e dal diploma!
Chissà se a qualcuna o a qualcuno di quei 12 maturandi tornerà in mente qualche particolare in più?










