Si stringe il cerchio attorno alle persone coinvolte nella brutale aggressione consumata nel mese di luglio scorso, nella parte alta del capoluogo, ai danni di un giovane straniero. A brevissima distanza dall’esecuzione di due misure cautelari nei confronti dei due ragazzi presunti autori della stessa, la Polizia di Stato ha eseguito una terza misura cautelare, questa volta nei confronti di una donna.
Per lei è scattato il divieto assoluto di avvicinamento alla vittima (con l’obbligo di mantenere una distanza minima di 1.000 metri) e il divieto di comunicare con quest’ultima in qualsiasi forma. A garanzia del provvedimento, i giudici hanno disposto anche l’applicazione del braccialetto elettronico. La donna, rintracciata il 13 ottobre dagli agenti delle Volanti, deve rispondere dell’accusa di favoreggiamento: secondo gli inquirenti avrebbe ostacolato le indagini fornendo dichiarazioni palesemente false nel tentativo di proteggere i complici.
L’aggressione era stata particolarmente violenta. Ricostruendo la dinamica, i due giovani complici – entrambi residenti in città – avevano assalito brutalmente la vittima per questioni di gelosia: mentre uno lo colpiva ripetutamente con un guinzaglio per cani, l’altro lo accoltellava alla schiena con un oggetto acuminato, provocandogli una grave emorragia.
I due aggressori erano già finiti nel mirino della giustizia pochi giorni fa: per uno di loro sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per l’altro sono stati disposti l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
A fare luce sull’accaduto in tempi record è stato l’intervento sinergico e tempestivo della Squadra Volante e della Squadra Mobile. Mentre il personale sanitario soccorreva il ferito, i poliziotti hanno avviato perquisizioni personali e domiciliari a tappeto, riuscendo a identificare rapidamente i due esecutori materiali e a delineare il ruolo di copertura interpretato dalla donna.









