Nell’ambito delle attività di controllo per la prevenzione dei reati, la Polizia di Stato ha intensificato i monitoraggi amministrativi nei confronti dei soggetti titolari di autorizzazioni in materia di armi. All’esito di mirati accertamenti, l’Ufficio di Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura ha dato esecuzione a 3 provvedimenti di revoca di licenze di porto d’armi (ad uso caccia e sportivo) e relativo libretto.
In due dei casi accertati, il provvedimento è scattato poiché a carico dei soggetti erano pendenti procedimenti penali per reati, quali violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. A uno dei due indagati è stata inoltre contestata la detenzione illegittima di munizioni per fucile e pistola – di cui era stata omessa la regolare denuncia alle forze dell’ordine – oltre al possesso di munizionamento da guerra, assolutamente vietato dalla legge. Il terzo provvedimento di revoca ha invece colpito un soggetto in seguito alla segnalazione alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.
A un quarto soggetto, invece, con porto d’armi ad uso sportivo scaduto, si è proceduto al ritiro delle relative armi e munizioni regolarmente denunciate, perché coinvolto in un acceso contrasto con alcuni parenti per motivi ereditari. Lo stesso, da come ricostruito avrebbe pronunciato nei loro confronti frasi gravemente minacciose.
Alla luce di quanto accertato per le revoche e ritiri in materia di armi, i provvedimenti si sono resi necessari a seguito del venir meno dei requisiti soggettivi di buona condotta e totale affidabilità previsti dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, per urgenti esigenze di ordine e sicurezza pubblica nonché al fine di preservare l’incolumità di terzi
La revoca, infatti, scatta infatti principalmente per tre motivi.
Il primo riguarda il comportamento e l’affidabilità della persona. Se a carico del titolare emergono indizi relativi a un coinvolgimento in risse, liti violente in famiglia o con i vicini di casa, oppure se riceve denunce per minacce o atteggiamenti aggressivi, l’Autorità interviene subito.
Il secondo motivo è la cattiva custodia delle armi, in quanto chi possiede un’arma ha l’obbligo tassativo di tenerla al sicuro.
Infine, ci sono i motivi di salute psicofisica. Se nel corso del tempo la persona sviluppa patologie neurologiche, forti stati d’ansia o depressione, oppure se emerge un problema di abuso di alcol o sostanze stupefacenti, viene a mancare quella lucidità mentale indispensabile per maneggiare un’arma in sicurezza, portando così alla revoca della licenza.
I controlli proseguiranno al fine di garantire la primaria tutela dell’incolumità pubblica e privata mediante una valutazione ampiamente discrezionale e prognostica sulle circostanze di fatto, volta a scongiurare anche solo il ragionevole e fondato rischio di condotte non affidabili.









