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Veroli, terminata la VII edizione del Concorso Fotografico Veroli tra la forza e la bellezza del territorio Ernico

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Dagli indomiti guerrieri ‘lupoidi’ con un calzare solo ai trekker con il paio di scarpe comode necessario a percorrere l’area Ernica e ad immortalarne bellezze, tipicità e scorci.
E’ all’insegna di questa chiave tematica di lettura che a Veroli si è tenuta la VII edizione dell’arcinoto concorso fotografico, che quest’anno ha messo in tacca di mira, anzi, in punta di obiettivo, il territorio Ernico e “la forza della sua bellezza”.

L’intento era quello di valorizzare il territorio “raccontato attraverso la pietra e l’architettura dei suoi borghi, il respiro incontaminato della sua natura e la memoria viva impressa nei volti e nelle mani della sua gente”.

La terra Ernica è stata ‘presa di mira’ e catturata in incantevoli istanti dai partecipanti al Concorso fotografico organizzato dalla Basilica di Santa Maria Salome e dall’Associazione Rione Cerri APS. Un click che da Veroli ha raggiunto i comuni di Acuto, Alatri, Anagni, Boville ernica, Collepardo, Filettino, Fiuggi, Fumone, Guarcino, Monte San Giovanni Campano, Piglio, Serrone, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Trivigliano, Vico nel Lazio e naturalmente Veroli.

Professionisti e appassionati, occhi nuovi e una nuova consapevolezza: questa nostra terra ha la stessa forma degli uomini che l’hanno plasmata.
E’ il riflesso culturale, sociale e spirituale di chi lo ha abitato, coltivato, difeso e trasformato nel corso dei secoli. I paesi, i borghi, i campi, i campanili, le strade e persino i confini invisibili raccontano le fatiche, i valori, i peccati e le preghiere di chi ha finito per formare quello che siamo e saremo.

Tra centinaia di scatti, sul podio ‘ernico’ sono saliti Massimo Iaboni, Alba Daiu e Davide Giorgi, rispettivamente primo, secondo e terzo classificato.
Le pagine del Calendario 2027 della Basilica di Santa Maria Salome racconteranno storie di uomini e donne, di alberi secolari, di pietre e licheni, di acque e rosari, di suoni e di colori che scivolano come scivolano i secoli. Racconteranno la bellezza quasi sfacciata senza vanto e senza rimorso di una terra che non ha bisogno di trucco per sentirsi una Regina.

Monia Lauroni