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“VADO A PARTORIRE, CITTADINI FATE I BRAVI E NON DATELA VINTA AL VIRUS”

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 Diventare madre è un’avventura unica e straordinaria. Vero. Ma viverla nel mezzo della più complessa crisi sanitaria che il nostro Paese abbia dovuto affrontare, in una città mezza vuota e spaventata è qualcosa che ti mette i brividi addosso. Soprattutto se si ricopre una carica amministrativa che ti fa sentire, ora più che mai, il ‘peso’ di dover essere sentinella e madre di un’intera cittadina. Nadia Bucci, giovane sindaca di San Vittore del Lazio, a dieci giorni da quello che dovrebbe essere il giorno più felice di tutta la vita, si trova ad affrontarlo con un peso sul petto: lasciare il suo ‘turno di guardia’ in un momento tanto delicato. Forse inconsapevole, ma è un esempio di speranza: il miracolo della vita che fiorisce ogni giorno nonostante tutto intorno sembra appassire in lungo crepuscolo senza fine. L’armonia nel più completo disordine, e la forza feroce che solo una donna riesce a declinare in milla mila sfaccettature, milioni e milioni di volte. Dalla terra il primo germoglio, l’erba materna, la forza della vita in un messaggio che consolida la fedeltà al patto di proteggere il suo paese. Come sindaca e come ‘madre’ : “Quello che doveva essere per me il periodo più bello e sereno della vita – scrive la Sindaca In una nota ai suoi cittadini – è coinciso con un periodo concitato per la nostra Nazione prima ancora che per il nostro paese: senza troppo retorica è il caso di dire che non si è mai pronti a sfidare ed affrontare un’emergenza soprattutto quando questa assume dimensioni estese ed ha un volto sconosciuto. Non si è pronti perché dietro una fascia, dietro una carica di assessore, di consigliere comunale ci sono uomini e donne che temono per i propri cittadini esattamente come temono per i propri familiari e nell’assumere decisioni c’è quella carica emotiva in più tipica dell’essere uomini coscienziosi. La differenza in tutto ciò la fanno la calma, la collaborazione, il confronto con gli organi di vertice e la comunicazione con la cittadinanza. Noi, come amministrazione, tutto questo lo stiamo mettendo in campo e voi cittadini, mamme e papà, nonne e nonni, state facendo la vostra parte. Serve solo più collaborazione da parte dei ragazzi che, giustificati dalla giovane età, sono portati istintivamente a minimizzare le paure degli adulti mettendoli a volte in ridicolo. A loro dico meglio eccedere nella prevenzione che essere impossibilitati nella cura. Ci sarà tempo per riprendere vecchie abitudini, le frequentazioni con gli amici e le chiacchierate sulla Villa comunale. Anche voi oggi siete chiamati a dare un segnale di responsabilità, soprattutto verso i vostri cari che sono a casa. Giunta a 10 giorni dal parto sono “costretta” ad assentarmi temporaneamente, ora più che mai chiedo a voi cittadini di continuare a collaborare con le Istituzioni, con chi mi sostituirà scrupolosamente e con la stessa attenzione, di rispettare le direttive che quotidianamente verranno diramate al fine di superare al meglio questo momento. Colgo l’occasione per ringraziare i dipendenti comunali che continuano a garantire servizi essenziali ai cittadini tenuto comunque conto delle restrizioni governative, come pure un forte ringraziamento va a tutti gli operatori economici e le attività commerciali del paese che nonostante il già sofferente momento economico, stanno rispettando quanto sancito dai diversi DPCM emanati negli ultimi giorni. È normale essere preoccupati ma non allarmatevi, non siamo in guerra come qualche facinoroso continua ad affermare: se c’è una guerra che siamo chiamati a combattere è quella contro l’ignoranza e la divisione sociale .E quella va combattuta sempre. A presto più forti di prima”. L’esempio della vita nonostante tutto, col suo passo fermo nel ricominciare. Auguri Sindaca! Andrà tutto bene…

Monia Lauroni