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Ricordi degli antichi sapori di una volta: “Le “bottiglie e il concentrato di pomodoro“

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Una nostra affezionata lettrice che chiameremo con le sue iniziali, H V perché desidera mantenere l’anonimato, abitante in un paesino della Ciociaria, in questo suo racconto vuole trasmettere a tutti i nostri lettori  e soprattutto ai giovani il modo come una volta ci si divertiva insieme. Inoltre trasmettere e tramandare le tradizioni di una volta che sono stati per tutti i bambini momenti incancellabili nel bagaglio emozionale.

“Nonostante siano passati circa 30 anni, l’estate per me era legata ai ricordi di bambina quando si preparavano le bottiglie di pomodoro. Si chiudevano le scuole e si partiva da Roma dove vivevo per andare in Ciociaria, dove l’estate era legata a quel senso di libertà che solo i piccoli paesi possono darti.

Passavo l’estate a casa dei miei zii e come tutti gli anni il mese di Agosto era legato alle passate di pomodoro, oggi diventato solo un ricordo e quasi completamente sostituito dai barattoli sopra gli scaffali dei supermercati.

Si iniziava con la raccolta dei pomodori “lunghi”, noi utilizzavamo prettamente i San Marzano . Così fino a sera io e i miei cugini facevamo a gara a chi ne raccoglieva di più addentandone uno ogni tanto. Nessuno ci diceva di lavare le mani oppure in pieno pomeriggio di agosto nessuno ti veniva a spalmare la crema solare.

Arrivavamo a fine giornata stanchi, sporchi di terra, doloranti, la pelle arrostita dal sole ma felici. La mattina seguente sveglia presto, mentre si faceva colazione, la casa iniziava ad animarsi con l’andirivieni di vicini e parenti. Tutti facevano qualcosa, chi iniziava ad accendere il fuoco per far bollire l’acqua dove i pomodori una volta lavati venivano bolliti e poi asciugati al sole.

Per noi bambini era una festa aiutare i grandi in qualcosa che puntualmente si trasformava in un gioco. L’asciugatura era il momento più lungo per noi visto che coincideva con l’orario di pranzo.

Mangiavamo di corsa con la frenesia di ricominciare e aspettare ciondolanti all’ombra di qualche pianta ascoltando il canto delle cicale in attesa che tutti finissero di mangiare. Il borbottare del caffè ed il suo odore che aleggiava nell’aria, era il segnale che mancava poco per ricominciare.

I pomodori, una volta eliminati dell’acqua in eccesso venivano passati in una macchinetta a manovella e noi bambini aspettavamo trepidanti che scendesse quel succo di colore rosso fuoco nelle grandi bagnarole azzurre per prendere il mestolo e bere.

Niente di più buono, fresco e dissetante. Una volta imbottigliato, per sigillare le bottiglie si facevano bollire lasciando riposare il vetro in acqua fino a che non diventava fredda. Il procedimento era lungo e faticoso, le bottiglie successivamente venivamo messe in dispensa o nelle cantine per l’inverno, ma non era una fatica vana. Era un modo per stare insieme, per tramandare le tradizioni di padre in figlio e sono stati momenti incancellabili nel bagaglio emozionale di ogni bambino.

Per riempire la dispensa si facevano anche alcune vasetti di concentrato di pomodoro, dove si procedeva dopo la cottura a sistemarli in grandi tovaglie per togliere quanta più acqua possibile e metterla successivamente in grossi contenitori dove si aggiustava con sale abbondante. Veniva successivamente spalmata su tavoli di legno e si metteva ad asciugare al sole, avendo l’accortezza di girarla più volte al giorno con un cucchiaio di legno, (e noi bambini ne approfittavamo per calarci dentro il dito e assaporare questa delizia), mentre la sera si portava dentro casa per evitare l’umidità della notte.

Questa operazione si faceva per diversi giorni finché non si asciugava e da passata di pomodoro diventava concentrato, bello cremoso e saporito, a questo punto si conservava in vasi di coccio, coperto dal buon olio extravergine di oliva.  

Il mio unico rammarico è il fatto che i bamb ini di oggi, sempre più tecnologici, cresceranno stando vicini ma lontani da tutto questo”.

Noi della Redazione non possiamo che ringraziare questa nostra affezionata lettrice per averci onorati di questo bellissimo ricordo.

H.V.