HOMEPAGE CRONACA L’Universo senza segreti, anche grazie a una scienziata ciociara

L’Universo senza segreti, anche grazie a una scienziata ciociara

75
CONDIVIDI

Si è innamorata dell’Universo da bambina, leggendo un libro. Ora fa parte dell’equipe che ha realizzato un nuovo, potentissimo telescopio che consentirà di scrutare in maniera più precisa e inedita alcuni dei segreti dello Spazio.
Sarà soltanto una coincidenza, ma quando ci sono di mezzo gli astri meglio non essere così sicuri. Sta di fatto che nei giorni delle stelle cadenti, la Ciociaria continua a brillare e farsi notare nel firmamento della ricerca astronomica internazionale. E così, dopo la recente notizia della scoperta di un mini-sistema solare con tre pianeti a cui hanno partecipato due ricercatori dell’Osservatorio di Campo Catino, ora arriva la storia di una frusinate impegnata in un importante progetto astronomico. Lei è Sara Turriziani (in foto), 38 anni, ricercatrice dal 2016 presso l’istituto giapponese RIKEN, equivalente del nostro CNR.

Il telescopio verrà lanciato il prossimo 22 agosto dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, con una navetta della Stazione spaziale internazionale e verrà collocato in un modulo russo. L’operazione sarà condotta nell’ambito della missione guidata dall’astronauta italiano dell’Ente Spaziale Europeo Luca Parmitano.
L’obiettivo del nuovo ingegnoso strumento è quello di fare una mappa dell’emissione notturna dei raggi ultravioletti emessi dalla Terra, per sondare fenomeni di energia elevatissima come i raggi cosmici (più potenti delle particelle prodotte dal CERN di Ginevra) ma anche la natura della materia più oscura (quark) dell’Universo. Informazioni importanti verranno acquisite pure sui detriti spaziali, un problema oggi di grande attualità. Questo sarà possibile grazie a una videocamera che è in grado di scattare 400mila immagini al secondo. Quelle che vengono utilizzate nel cinema, tanto per farsi un’idea, al secondo ne scattano 24. Tutte le immagini scatti saranno registrate su appositi dischetti che quando torneranno sulla Terra saranno esaminate.
Sara, che ha partecipato alle varie fasi della costruzione dell’esperimento, si è occupata in particolare del design e dello sviluppo del software che gestisce alcune delle camere.

Il suo amore per i segreti dell’Universo è nato ad otto anni, grazie a un libro regalatole dalla mamma. Era scritto nelle stelle, è il caso di dire.
Poi lo studio ha fatto il resto. Le elementari all’istituto Beata Maria De Mattias, il diploma al liceo Severi, la patente da radioamatore (una passione ereditata dal papà medico), la laurea all’università di Tor Vergata in Fisica e Scienze dell’Universo, il dottorato in astronomia finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana. Nel 2016 vine selezionata dal Miur per una borsa di studio presso l’istituto di ricerca giapponese dove ha lavorato all’esperimento del nuovo telescopio. Sara nel frattempo è entrata anche a far parte di un progetto promosso dalle Nazioni Unite sull’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico.
Tema sul quale, a 50 anni dal primo viaggio sulla Luna, si stanno giocando le più grandi sfide scientifiche, economiche e politiche delle superpotenze e anche di qualche miliardario della Silicon Valley.
Ne ha fatta di strada la bambina di Frosinone che si è innamorata dell’Universo leggendo un libro.