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Inghilterra Italia 6 Nazioni 2019

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E ora la parola alla palla ovale.

Brutto inizio dell’Italia che favorisce l’attacco inglese almeno in un paio di occasioni. E al 7′ arriva la prima meta inglese con trasformazione. Ma sulla rimessa l’Italia riesce ad andare in meta con Allan che fugge sulla sinistra e poi trasforma portandoci in parità. Invece al 14′ un buco difensivo, il primo di tanti altri, consente a Jhonny May di atterrare in area di meta. Farrell trasforma. l’Italia si ripresenta in attacco ma una palla trattenuta fa svanire l’attacco. Al 20′ altro buco in difesa e Tailagu ci castiga percorrendo la prateria che aveva davanti. Il successivo calcio tra i pali porta il punteggio a 21 a 7. Subito dopo a pochi metri dalla nostra linea di meta l’arbitro punisce un’infrazione difensiva azzurra e Farrell trasforma la punizione come un rigore a porta vuota per il 24 a 7. Un breve tentativo di attacco dell’Italia svanisce e gli inglesi vanno ancora in meta per il 31 a 7. In uno scontro Castello deve lasciare la partita e tra gli applausi di tutto lo stadio, viene sostituito da McKinley.

Nel secondo tempo la musica non cambia con l’Inghilterra spietata che continua a spingere e l’Italia che punta soprattutto sull’orgoglio e sul cuore per compensare il divario tecnico e fisico. La differenza sta nella mancata concretizzazione di molti attacchi degli azzurri che finivano per trasformarsi in mente per i bianchi. Nota positiva è la meta che al 54′ l’Italia ha segnato soprattutto con il cuore. Nel frattempo l’Inghilterra ha portato in meta altre tre volte fino a fissare il punteggio finale in 57 a 14. Che dire? All’Italia continua a mancare l’attenzione, la continuità nell’attacco che facciamo svanire per nostri errori. A dispetto del punteggio la difesa è migliorata ma regaliamo mete agli avversari per distrazioni che lasciano buchi in difesa che consentono loro di arrivare con facilità a segnare i punti. E anche quest’anno ci avviamo a conquistare l’ennesimo cucchiaio di legno. Da Twickenham è tutto un saluto da

Alfredo Salomone