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Frosinone – Tanti poveri e pochissimi ricchi: le dichiarazioni dei redditi dei ciociari

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Nelle grandi città della Ciociaria diminuiscono i redditi rispetto all’anno precedente, ma aumentano per chi presenta una dichiarazione dei redditi più pesanti. È la sintesi dello stato di salute delle finanze in provincia di Frosinone, comparando i dati dei 730 sulla base delle statistiche del dipartimento delle Finanze del Mef.
Dando uno sguardo ai numeri del capoluogo, tenendo presente le dichiarazioni fiscali presentati nel 2018 (e dunque per l’anno d’imposta precedente) e nel 2017, il primo dato che spicca è un più che raddoppio di chi dichiara zero. Se nel 2017 (ovviamente per i redditi “non” guadagnati nel 2016) erano 110, lo scorso anno la cifra è salita a 234 (più 121%).
Cresce anche il numero di chi dichiara fino a 10.000 euro: in questo caso da 8.411 a 8.550 (più 1,6%), mentre diminuisce leggermente il reddito medio dichiarato, che passa da 4.539 a 4.524 (-0,3%). Scende invece chi percepisce fino a 15.000 euro e fino a 26.000. Nel primo caso da 3.707 a 3.657 euro (-1,3%) con una perdita di ricchezza da 12.413 a 12.393 euro (-0,16%). Nella fascia che va da 15.000 a 26.000 euro il calo è ancor più marcato, da 8.535 a 8.389 (-1,7%), eppure si dichiara in media qualcosa in più, ovvero 20.486 contro i 20.410 euro dell’anno precedente (più 0,3%). La situazione cambia per chi ha un imponibile tra i 26.000 e i 55.000 euro. I contribuenti salgono a 7.011 da 6.944 (più 0,96%) per un importo di 34.567 euro rispetto ai 34.470 di dodici mesi prima (più 0,28%). Una crescita continua se si sondera anche il più 3,5 registrato nel periodo 2010-2017. Nelle fasce di reddito più alte perde solo quella tra i 55.000 e i 75.000 euro. I 658 contribuenti sono 22 in meno in un anno (-3,2%), mentre il reddito medio di 63.343 euro era più pesante nelle vecchie dichiarazioni (63.633 euro e meno 0,45%). Aumenta la fascia di cittadini tra i 75.000 e i 120.000 euro percepiti, da 516 a 521 (più 0,96%), con il reddito che incrementa da 91.591 a 91.984 euro (più 0,43%).

Stesso discorso per i paperoni: chi dichiara un ammontare superiore ai 120.000 euro l’anno passa da 195 a 208 (più 6,6%) anche se il reddito registra una flessione, da 193.897 a 190.825 (meno 1,58%). In questo caso siamo sugli stessi livelli del 2014 (205), mentre nel 2009 erano 196.


Passando agli altri grandi centri del Frusinate si nota una diminuzione totale dei contribuenti che dichiarano zero. Ciò comporta una crescita di chi dichiara almeno 10.000 euro ad Alatri, Ferentino, Fiuggi, Pontecorvo e Sora, ma anche una diminuzione ad Anagni, Cassino, Ceccano, Ceprano, Isola del Liri e Veroli. Tranne qualche eccezione i contribuenti sono in crescita se dichiarano tra i 10.000 e i 15.000 euro. Segno più ad Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Pontecorvo, Sora e Veroli, mentre si registra una diminuzione a Cassino e Ceprano. Crescita globale anche nella fascia tra i 15.000 e i 26.000 euro. Solo ad Anagni e Fiuggi il trend è negativo. All’opposto la crescita tra i contribuenti che dichiarano almeno 26.000 euro e meno di 55.000 la crescita si registra solo a Fiuggi. Più positivo che negativo l’andamento per chi si trova a dichiarare tra i 55.000 e i 75.000 euro con gli unici negativi che sono Ceccano e Sora. Dai 75.000 ai 120.000 euro la crescita coinvolge Anagni, Cassino, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Pontecorvo e Veroli. Infine, paperoni (fascia oltre i 120.000 euro di redditi dichiarati) in crescita ad Alatri, Ceccano, Fiuggi, Fontana Liri (che è il terzo centro più ricco della provincia) e Veroli.
Le dichiarazioni di chi vanta un reddito superiore ai 120.000 euro nell’ultimo anno sono lievitate praticamente ovunque. I super ricchi dichiaravano meno, nel 2018 (con riferimento a quanto percepito nel 2017) solo a Frosinone, Ceprano e Pontecorvo. Ferentino con 208.440 euro è il comune dove le dichiarazioni dei paperoni sono più pesanti.
Quindi Ceprano vanta la seconda media più alta con 206.673 euro. Segue, a buona distanza, Veroli con 191.691 euro, quindi appena fuori dal podio Frosinone con 190.285.
Singolare è il fatto che due comuni su quattro vantano importi inferiori in dodici mesi. A scendere ci sono Cassino con 187.640 euro, Isola del Liri con 186.093, Arpino con 185.127, Paliano con 182.979, Fiuggi con 182.224, Alatri con 177.540, Anagni con 170.618, Ceccano con 164.930, Sora con 163.266, Fontana Liri con 160.385, Roccasecca con 138.798 e Pontecorvo con 137.943 In termini percentuali svettano il -31% di Alatri in negativo (forse sconta il più 51% nel confronto tra il 2010 e il 2017) e il più 11% in positivo per Ferentino e Paliano e il più 10% di Veroli. I due centri più grandi della provincia registrano un meno 1,86% Frosinone (eppure tra il 2010 e il 2017 i paperoni avevano dichiarato un 14% in più) e un più 0,98% Cassino (più 7,5% nel confronto 2010-2017). Nel paragone con l’anno precedente i redditi dichiarati da tutti i contribuenti diminuiscono a Frosinone, Cassino, Alatri, Anagni, Ceccano e Veroli, mentre tra i centri dove si registra una media dei redditi più alta si registra un andamento positivo ad Arce, Arpino, Ceprano, Colfelice, Ferentino, Fontana Liri.
Frosinone perde lo 0,5% che si somma allo 0,2% perso due anni prima, Cassino invece è a meno 0,7%. La terza in classifica, Fontana Liri, cresce dell’1%. Se Frosinone con 19.999 euro di reddito imponibile pro capite svetta nella classifica provinciale, il dato peggiore è di San Biagio Saracinsico con 9.297 euro.