HOMEPAGE CRONACA CICCONE FURIOSO: “NEWS SUI CONTAGI PIU’ VELOCI O MI RIVOLGO AI GIORNALISTI”

CICCONE FURIOSO: “NEWS SUI CONTAGI PIU’ VELOCI O MI RIVOLGO AI GIORNALISTI”

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 Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi, sul piede di guerra. Dopo gli ultimi casi di contagio che sono stati registrati nel piccolo comune, il primo cittadino stigmatizza la caccia all’untore ma al contempo denuncia senza mezzi termini che, pur essendo gli stessi sindaci massime autorità sanitarie locali, non vengono informati dalle istituzioni sui nuovi casi di positività nelle loro comunità con la tempestività e con gli automatismi che la situazione meriterebbe. Lo sfogo sulla sua pagina Facebook. “Oggi (ieri per chi legge – ndr) nel mio consueto video messaggio alla popolazione – scrive Ciccone – diramato attraverso la pagina Facebook ‘Tele Pofi – Web TV’ (in onda tutti i giorni alle ore 16.00, da più di un mese), ho denunciato con veemenza, a volte anche in modo poco garbato e me ne scuso (ma i toni forti spesso hanno il pregio di rendere più efficace il messaggio che si vuole comunicare), il clima di chiacchiericcio e pettegolezzo in riferimento a persone o famiglie che risulterebbero contagiate. Smettiamola! Concentriamoci sulle nostre responsabilità e sulla necessità per ognuno di noi di rispettare le regole dettate da Governo, Regioni e Comuni. Ho anche messo in evidenza che al momento non ho comunicazioni ufficiali sulla presenza di contagiati in paese. E’ sicuramente mortificante per un Sindaco dover apprendere dagli organi di stampa, che fanno a ragione il loro dovere e che per questo ringrazio, notizie sull’esistenza di casi positivi sul proprio territorio comunale. Ciò offende il nostro ruolo istituzionale che vuole i Sindaci essere anche autorità sanitarie locali. Se la catena informativa giornalistica è più veloce di quella istituzionale, dovrò, ‘obtorto collo’, valutare seriamente l’opportunità di acquisire le informazioni di cui necessito rivolgendomi direttamente a qualche amico direttore giornalista”. Un attacco che è più un appello ad una comunicazione più veloce e diretta, meno ‘misteriosa’, dei casi di positività ma soprattutto più inserita in un contesto reale in cui da un lato c’è l’obbligo della sola catena di comando delle autorità sanitarie (di cui i sindaci sono terminali) di gestire la comunicazione, invece dall’altro l’occasionale farraginosità della stessa mette i sindaci nella difficile condizione di dover attendere ore prima di dare new sui contagi locali, mentre i media hanno avuto accesso agli stessi semplicemente intercettando le comunicazioni degli spot sanitari di secondo livello che sono già fruibili. Tutto questo al fine di poter contenere al meglio gli effetti del contagio dentro la comunità ed evitare psicosi che vanno dallo snervante al pericoloso. Il ‘politically correct’ dovrebbe farsi da parte quando in gioco c’è la vita.
Monia Lauroni